L’Antropologo
Prima di qualsiasi discorso è bene sottolineare che oggi, almeno in Italia, la figura dell’Antropologo non gode di nessuna posizione chiara e definita. In realtà non esiste, non esiste un albo ne una conoscenza reale di ciò che una figura simile può fare. Gli unici impieghi per i quali è tollerata la presenza di questi professionisti è nel campo didattico, di alcuni corsi di laurea o master.
Con la metodologia d’intervento Antropologico è possibile penetrare nel profondo di una cultura portando alla luce tutto ciò che resta celato ad ogni analisi superficiale o quantomeno legata a soluzioni meramente quantitative.
Operando in modo attento è possibile giungere alla conoscenza degli aspetti peculiari, ma anche di affinità, che caratterizzano e per certi versi avvicinano i diversi gruppi sociali.
Questi aspetti non sono null’altro se non i medesimi punti trattati come argomenti d’analisi dai “Classici”, durante i numerosi anni di studi che li hanno visti occuparsi delle popolazioni mondiali.
Alla stregua di questi antropologi è necessario giungere alla conoscenza di quegli elementi quali la religione, le credenze, l’organizzazione sociale, le leggi, i costumi e quant’altro guida la vita di un popolo.
Tutto ciò è fondamentale per formare figure che apportino un contributo concreto ed efficace, ma soprattutto affinché lo studio delle società non resti un bagaglio unicamente nozionistico.
In apparenza questa operazione sembra di facile attuazione, poiché dai numerosi scritti nel campo socio-antropologico resta evidente che un gran numero di studiosi riesce a cogliere le articolate sfaccettature dei differenti gruppi umani.
Il punto di discussione è proprio questo.
Le repentine e profonde trasformazioni che hanno coinvolto tutte le società chiedono la nascita di una figura che sappia offrire soluzioni valide e concrete ai problemi che inevitabilmente si propongono. Società e gruppi umani differenti, anche radicalmente, sono oggi sempre più vicini e partecipi di una stessa realtà.
Risulta, quindi, evidente che operazioni standardizzate non consentono ai “Messaggi” di essere recepiti e assimilati dai diversi gruppi, per poi essere rielaborati e trasformati in azioni utili.
La questione, inoltre, non si limita alle diversità che intercorrono tra gruppi differenti, ma si allargano anche a quei sottogruppi che compongono e articolano ogni gruppo etnico.
La figura che può rispondere a queste esigenze è di certo quella capace di assimilare gli insegnamenti che giungono da decenni di studi, per approntare una metodologia operativa che tenga conto degli aspetti socio-antropologici, ma anche di quelli psicologici che sottendono i gruppi sociali ed i singoli individui all’interno di questi stessi gruppi.
Nel momento in cui, di fatti, s’intende interagire, per qual si voglia motivo, con una cultura differente da quella del soggetto o dei soggetti agenti bisogna necessariamente fare i conti con tutti gli aspetti menzionati nelle pagine precedenti, quali la religione, le credenze, i costumi, etc.
Essi modellano un popolo e possono creare barriere insormontabili, se sottovalutati o superficialmente analizzati.
La figura che fino ad oggi ha dimostrato di porre maggiore attenzione verso questi capisaldi socio-culturali è di certo quella dell’Antropologo. Attraverso una metodologia d’intervento attenta alla multidimensionalità dei gruppi umani è possibile dimostrare come l’interazione tra gruppi diversi possa e debba avvenire attraverso procedure di conoscenza e affiancamento e non utilizzando tecniche invasive.
E’ chiaro, quantomeno necessario, che il sapere antropologico sia integrato da conoscenze che giungano da altre discipline in testa alle quali ci sono di certo quelle sociologiche e quelle degli studi di Psicologia.
In conformità a queste premesse è possibile pensare ad una figura che sappia districarsi nelle società del terzo millennio, alle quali restano ancora attaccate antiche culture.
E’ fondamentale però che tutto ciò non sia trascinato nel vortice sterile del mero nozionismo.
E’ necessario che questa metodologia divenga operativa e che la figura dell’antropologo venga anch’essa vista, compresa e resa concretamente operativa.
Pensare di far divenire ciò possibile significa prendere atto del fatto che queste “figure” devono, oggi, allontanarsi dall’idea che le vede protagoniste lontano dal proprio gruppo etnico, unicamente a studiare e cogliere le peculiarità di popoli sconosciuti o quasi sconosciuti.
Il nuovo socio-antropologo può curare aspetti, risolvere problemi e pianificare interventi, che aiutino, guidino le attività del proprio gruppo e non solo. Operazioni, queste, che di solito sono affidate a soggetti che posseggono conoscenze sommarie ed inadeguate.
La metodologia d’intervento antropologico mostra a chiare lettere come un’analisi asettica nella quale gli individui sono visti in un’ottica meramente soggettiva conduca molto spesso ad incongruenze “inaspettate” nel concreto articolarsi della realtà.
Le risposte che un soggetto o più soggetti elaborano alla somministrazione di stimoli indotti nelle situazioni sperimentali offrono dati relativi o quantomeno apprezzabili solo in determinati rilevamenti.
La tua formazione in rete, le offerte dei corsi di lingue online
La rete offre una miriade di corsi online, una sorta di evoluzione, in versione tecnologia, dei corsi a
distanza o dei corsi di self training che si comperavano a fascicoli in edicola.
Di tutto questo adesso non vi è più bisogno, occorre solo una certa dimestichezza alla navigazione in Internet, una connessione veloce ed il gioco è fatto!
Basta avere voglia di imparare e poi non occorre che fare una ricerca sfruttando i consueti motori (Google, Yahoo,...) per poter accedere a corsi di formazione, alcuni addirittura gratuiti e alla portata di tutti.
E di corsi online di lingue la rete è piena!
Vengono proposti siti ricchi di schede grammaticali e relativi esercizi fino a siti che propongono corsi interattivi, con tutor madrelingua con i quali è possibile anche effettuare sessioni di conversazioni sfruttando la tecnologia VOIP (di preferenza Skype).
Alcuni esempi.
LingQ (www.LingQ.com)
Un sito dal look gradevole e facile da visitare. Nel sito di LingQ, non appena ci si iscrive, si è subito accolti da una community di tutor e studenti.
WoldSpeaking (www.worldspeaking.com)
Sfrutta lo stesso criterio del sito precedente ma basato esclusivamente sul rapporto tutor-allievo. Dispone di una biblioteca multimediale molto ampia e di percorsi di esercitazione strutturati.
Livemocha (www.livemocha.com)
Anche questo sito (assolutamente gratuito) sfrutta il concetto di community. Propone moduli d'apprendimento strutturati e una rete di utenti ai quali poter chiedere aiuto per la correzione degli esercizi.
BBC (www.bbc.co.uk/learningenglish)
Sito istituzionale della BBC dove è possibile ascoltare le news e trovare tutto il materiale per studiare l'inglese, con esercitazioni e giochi, cruciverba e puzzle, per imparare allegramente la lingua inglese.
Questi sono solo alcuni esempi. La rete offre molto altro ancora.
Buon corso a tutti!
Alla ricerca del master giusto
I suggerimenti e link giusti per chi vuole intraprendere la strada della specializzazione post-universitaria.
Chi ha detto che il vecchio “pezzo di carta” non serve più?
Sicuramente uno che non si è reso conto che questo vecchio stanco mondo va a velocità supersoniche e quindi è importante informarsi, studiare e approfondire tutti gli argomenti che diventeranno strumenti in più in un mondo del lavoro sempre più selvaggio in cui si combatte a colpi di titoli.
Sì, avete letto bene, a colpi di titoli, scelti, selezionati con cura da chi filtrerà le candidature per un posto di lavoro cercando tra chi si propone solo il migliore.

Quindi, proprio il contrario di quel che sembrava, il “pezzo di carta” serve, eccome se serve!
Occorre quindi selezionare quali scuole, università e corsi post-laurea frequentare per far in modo che i vostri sacrifici vi facciano approdare più facilmente nel posto di lavoro giusto.
Mentre il discorso relativo alle scuole ed alle università sfocia i difficili ambiti che si intrecciano con la politica di sviluppo scelta dalla nazione, più semplice sembra essere il tema delle specializzazioni post-laurea, i cosiddetti master, per i quali sono fiorite scuole e istituti tra i quali muoversi con cautela se si vuole centrare l’obiettivo.
Intanto dobbiamo distinguere tra i master in Italia e all’estero, che necessitano di approfondimenti separati.
I master in Italia
Se si è scelto di seguire un master in Italia, il primo suggerimento è di selezionare con molta attenzione l’istituto che lo organizza. Ciò non solo per il peso che quest’ultimo aggiungerà al vostro ulteriore “pezzo di carta” ma anche perché l’iscrizione ai master è spesso costosa e quindi occhio a chi consegnate i vostri soldi!
Per alcuni di questi, inoltre, sono offerte delle borse di studio da aziende che vedono in quella scuola una sorta di fucina di cervelli che va supportata e da cui attingere.
Allora ecco alcuni suggerimenti, i link ai master più interessanti con avvio nei prossimi mesi.
Il Centro Studi CTS - TRAINING CENTER ALBALONGA Via Albalonga, 3 - 00183 Roma – organizza un Master in Gestione Marketing e Programmazione delle imprese turistiche, giunto quest’anno alla sua sesta edizione.
II Master ha una durata di 7 mesi, tre dei quali in aula e quattro di stage, da aprile a dicembre 2009. http://www.centrostudicts.it
La Business School del Sole 24 ORE - Via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano - organizza, invece, un Master in Diritto e Impresa, con inizio in giugno 2009 e termine in aprile 2010, per preparare professionisti qualificati in grado di operare nelle direzioni affari legali di aziende nazionali e multinazionali. http://www.formazione.ilsole24ore.com
La prestigiosa SDA Bocconi, la Scuola di Management dell’Università Bocconi, organizza il Master in Corporate Finance – MCF, con durata annuale, da settembre 2009 a settembre 2010. SDA Bocconi - Via Bocconi, 8, 20136 Milano http://www.sdabocconi.it
Infine, la Scuola di Comunicazione IULM - Istituto di Economia e Marketing - Università IULM
Via Carlo Bo, 8, 20143 Milano – organizza l’ Executive Master in Relazioni Pubbliche d'Impresa. http://www.scuolacomunicazioneiulm.it
Ovviamente qui abbiamo segnato solo alcuni esempi eccellenti. Le stesse scuole che abbiamo indicato organizzano anche altri corsi di specializzazione e Master su altri temi. Visitando i rispettivi siti si possono avere tutte le informazioni, i programmi, le modalità d’accesso, i costi e le borse di studio.
Graduate Courses
Se invece scegliete di continuare i vostri studi in America, potrete scegliere tra una delle graduate schools per il conseguimento del titolo di Master’s degree e Ph.D. degree.
Mentre il Master’s degree si consegue dopo uno o due anni di corso di specializzazione in una determinata disciplina, il Doctoral degree o Doctor of Philosophy (Ph.D) degree è il massimo titolo accademico americano e si consegue dopo un periodo di studio e ricerca che può durare dai tre ai cinque anni. Un impegno ben più grande del semplice Master, per il quale la motivazione e l’impegno devono essere più che reali per poter arrivare fino alla fine del percorso.
Ma che si scelga di orientarsi al Master’s degree o al PhD deree, occorrerà sin dalla fase di selezione per l’ammissione, un’adeguata conoscenza della lingua inglese, attestata dal TOEFL
Test of English as a Foreign Language (http://www.toefl.org). E’ richiesto inoltre il sostenimento di un ulteriore test: GRE - Graduate Record Examinations (http://www.gre.org) e GMAT - Graduate Management Admission Test (http://www.gmat.org).
L’impegno economico è notevole, per coprire tutte le spese che vanno dalla tassa di iscrizione (application fee) alle tasse universitarie (tuition) e alle tasse per l'utilizzo delle strutture e dei servizi dell'università (fees). A queste occorre poi aggiungere le spese per vitto ed alloggio, l'assicurazione sanitaria, le spese di trasporto e le altre spese personali. http://www.gradschools.com/search.html
Qualunque soluzione si scelga, in Italia o all’estero, conseguire un Master vi aiuterà a realizzarvi professionalmente, insomma un investimento che vale proprio la pena di fare.