ELANCE: perché non in Italia?
E’ importante dire che in queste righe si porrà l’accento su Elance in quanto è possibile ritenere che sia il sito più conosciuto nel settore dell’offerta e della richiesta di prestazioni di lavoro.
Esistono nella Rete, infatti, diversi siti di intermediazione di progetti freelance, che fanno registrare un gran numero di iscritti, sia tra coloro che richiedono professionisti e sia tra gli utenti che invece offrono la propria opera specialistica.
A Elance, come anche agli altri, partecipano freelancers di tutte le nazionalità, compresa l'Italia, che malauguratamente annovera, tra i suoi utenti che richiedono la realizzazione di un progetto, un numero veramente esiguo di offerte in lingua madre .
E’ bene chiarire cosa sono in sostanza questi siti, essi sono una via di mezzo tra i siti di aste e quelli di ricerca lavoro: in realtà vengono comunemente identificati come gli e-bay del lavoro.
Come nei siti di lavoro ci si registra e si depositano curriculum e portfolio (referenze), oltre alla possibilità di sostenere dei test per migliorare proprio le referenze. Accade come nelle aste on-line, dove si fanno delle offerte, in inglese: "bids", sui progetti che i committenti pubblicano periodicamente ed in base alle specifiche del progetto che intendono realizzare.
Nel dettaglio come funziona il meccanismo per coloro che intendono iscriversi come provider; realizzatori di progetti ?
E’ necessario mirare la propria ricerca nel campo delle conoscenze specifiche, quando si è interessati ad un progetto e si decide di fare un offerta (il valore del compenso che si chiede) è chiaro che bisogna portarlo a compimento sulla base di determinati parametri, come il rispetto delle scadenze, il compenso pattuito, gli acconti, le spese, ecc.
Prima di ricevere l'incarico e di poter lavorare ad un progetto, in considerazione del fatto che non si è da soli ad essere interessati, bisognerà fare la propria offerta.
Per non fraintendere il termine “bib”, è necessario sapere che in realtà non viene richiesto di versare somme in denaro, piuttosto si tratta di dichiarare il prezzo, o compenso, per il quale si è disposti ad accettare il progetto.
E’ opportuno fare un esempio pratico, supponiamo che si trovi un'azienda che sta cercando qualcuno che traduca dall’Inglese all’italiano alcuni documenti. Noi facciamo un'offerta di € 60,00 per ogni documento. Il committente riceverà diverse offerte da altri freelancers interessati a prendere l'incarico, tra questi e noi sceglierà quello che avrà fatto l'offerta più conveniente.
Come fa l'azienda committente a determinare il miglior candidato per quel lavoro?
La scelta sarà effettuata tenendo in considerazione differenti fattori.
In particolare il committente vorrà capire se noi siamo qualificati per fare quel lavoro, per cui fare l'offerta più bassa non implica necessariamente ottenere il lavoro. Le nostre referenze sono espresse nel portfolio, nel quale avremo accuratamente specificato quali altri progetti simili abbiamo portato a compimento, con quali risultati e per quali committenti e quali sono le nostre qualifiche.
Le aziende fanno un uso continuativo di questo tipo di servizi, quindi le nostre abilità e il nostro livello di esperienza saliranno ad ogni incarico ottenuto e garantirà la nostra capacità di portare a compimento incarichi dello stesso tipo in futuro.
Questo sistema non nasconde tranelli. L’unico inconveniente è la dinamica di un mercato un poco discriminante per gli Italiani e spesso votato al ribasso e non ben regolamentato per quanto riguarda il caricamento dei progetti che poi non vengono assegnati a nessuno.
In questo modo si apre un mercato dove progetti che richiedono relativamente poche competenze tenderanno ad essere molto competitivi, così pure progetti che richiedono più competenze o più specializzate tenderanno ad essere molto più remunerativi per i più esperti.
Un provider come può fare a competere quando si trova in presenza di un elevato numero di offerenti per un dato progetto?
In realtà una risposta esaustiva non c’è, in soldoni; sarebbe necessario diventate semplicemente i migliori offerenti per quel progetto che sta a cuore.
E’ certo importante aumentate le conoscenze.
Se si desidera aumentare le probabilità di prendere un lavoro è possibile fare offerte su tanti progetti differenti, ovviamente per quanti ragionevolmente sia possibile coprire sulla base dell’area di esperienza. Non bisogna essere timorosi ed indugiare, è importante cercare e fare offerte.
In questo quadro invitante per un lavoratore freelance, anche esperto, come si colloca la realtà italiana?
Malauguratamente la realtà italiana non si colloca, sembra non esistere in Italia, o meglio per la lingua italiana, un equivalente che sia in grado di offrire il medesimo servizio che viene offerto per la supremazia della lingua inglese. Gli italiani che si iscrivono ad Elance devono sottostare allo strapotere degli anglosassoni o dei loro affiliati, vedendo ridotte all’osso le possibilità di un guadagno serio, in considerazione anche del cambio della moneta. Ogni transazione viene fatta in dollari e la valutazione del lavoro è fatta su questa moneta, un danno rilevante per chi è costretto a fare i conti con l’Euro. Difatti con il cambio il proprio compenso viene decurtato e non di poco. Dunque in considerazione del fatto che sia giusto ed opportuno scegliere dei madrelingua o dei provider autoctoni per la realizzazione di determinati progetti, si chiede: perché coloro che operano professionalmente nel settore IT non provvedono alla realizzazione di un sito che possa soddisfare i professionisti Italiani? E’ possibile che questa domanda possa avere una risposta positiva, con data di creazione recentissima 2010, pare che il sito neolancer, in possibile versione sperimentale, offra proprio i servizi su menzionati in lingua italiana.