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	<title>BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro &#187; professionisti</title>
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		<title>L&#8217;Antropologo</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 10:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[antropologi]]></category>
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		<description><![CDATA[Prima di qualsiasi discorso è bene sottolineare che oggi, almeno in Italia, la figura dell’Antropologo non gode di nessuna posizione chiara e definita. In realtà non esiste, non esiste un albo ne una conoscenza reale di ciò che una figura simile può fare. Gli unici impieghi per i quali è tollerata la presenza di questi [...]<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/professioni/2010/03/professione-antropologo/">L&#8217;Antropologo</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>



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			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di qualsiasi discorso è bene sottolineare che oggi, almeno in Italia, la figura dell’Antropologo non gode di nessuna posizione chiara e definita. In realtà non esiste, non esiste un albo ne una conoscenza reale di ciò che una figura simile può fare. Gli unici impieghi per i quali è tollerata la presenza di questi professionisti è nel campo didattico, di alcuni corsi di laurea o master.</p>
<p>Con la metodologia d’intervento Antropologico è  possibile penetrare nel profondo di una cultura portando alla luce tutto ciò che resta celato ad ogni analisi superficiale o quantomeno legata a soluzioni meramente quantitative.</p>
<p>Operando in modo attento è possibile giungere alla conoscenza degli aspetti peculiari, ma anche di affinità, che caratterizzano e per certi versi avvicinano i diversi gruppi sociali.</p>
<p>Questi aspetti non sono null’altro se non i medesimi punti trattati come argomenti d’analisi dai “Classici”, durante i numerosi anni di studi che li hanno visti occuparsi delle popolazioni mondiali.</p>
<p>Alla stregua di questi antropologi è necessario giungere alla conoscenza di quegli elementi quali la religione, le credenze, l’organizzazione sociale, le leggi, i costumi e quant’altro guida la vita di un popolo.</p>
<p>Tutto ciò è fondamentale per formare figure che apportino un contributo concreto ed efficace, ma soprattutto affinché lo studio delle società non resti un bagaglio unicamente nozionistico.</p>
<p>In apparenza questa operazione sembra di facile attuazione, poiché dai numerosi scritti nel campo socio-antropologico resta evidente che un gran numero di studiosi riesce a cogliere le articolate sfaccettature dei differenti gruppi umani.</p>
<p>Il punto di discussione è proprio questo.</p>
<p>Le repentine e profonde trasformazioni che hanno coinvolto tutte le società chiedono la nascita di una figura che sappia offrire soluzioni valide e concrete ai problemi che inevitabilmente si propongono. Società e gruppi umani differenti, anche radicalmente, sono oggi sempre più vicini e partecipi di una stessa realtà.</p>
<p>Risulta, quindi, evidente che operazioni standardizzate non consentono ai “Messaggi” di essere recepiti e assimilati dai diversi gruppi, per poi essere rielaborati e trasformati in azioni utili.</p>
<p>La questione, inoltre, non si limita alle diversità che intercorrono tra gruppi differenti, ma si allargano anche a quei sottogruppi che compongono e articolano ogni gruppo etnico.</p>
<p>La figura che può rispondere a queste esigenze è di certo quella capace di assimilare gli insegnamenti che giungono da decenni di studi, per approntare una metodologia operativa che tenga conto degli aspetti socio-antropologici, ma anche di quelli psicologici che sottendono i gruppi sociali ed i singoli individui all’interno di questi stessi gruppi.</p>
<p>Nel momento in cui, di fatti, s’intende interagire, per qual si voglia motivo, con una cultura differente da quella del soggetto o dei soggetti agenti bisogna necessariamente fare i conti con tutti gli aspetti menzionati nelle pagine precedenti, quali la religione, le credenze, i costumi, etc.</p>
<p>Essi modellano un popolo e possono creare barriere insormontabili, se sottovalutati o superficialmente analizzati.</p>
<p>La figura che fino ad oggi ha dimostrato di porre maggiore attenzione verso questi capisaldi socio-culturali è di certo quella dell’Antropologo. Attraverso una metodologia d’intervento attenta alla multidimensionalità dei gruppi umani è possibile dimostrare come l’interazione tra gruppi diversi possa e debba avvenire attraverso procedure di conoscenza e affiancamento e non utilizzando tecniche invasive.</p>
<p>E’ chiaro, quantomeno necessario, che il sapere antropologico sia integrato da conoscenze che giungano da altre discipline in testa alle quali ci sono di certo quelle sociologiche e quelle degli studi di Psicologia.</p>
<p>In conformità a queste premesse è possibile pensare ad una figura che sappia districarsi nelle società del terzo millennio, alle quali restano ancora attaccate antiche culture.</p>
<p>E’ fondamentale però che tutto ciò non sia trascinato nel vortice sterile del mero nozionismo.</p>
<p>E’ necessario che questa metodologia divenga operativa e che la figura dell’antropologo venga anch’essa vista, compresa e resa concretamente operativa.</p>
<p>Pensare di far divenire ciò possibile significa prendere atto del fatto che queste “figure” devono, oggi, allontanarsi dall’idea che le vede protagoniste lontano dal proprio gruppo etnico, unicamente a studiare e cogliere le peculiarità di popoli sconosciuti o quasi sconosciuti.</p>
<p>Il nuovo socio-antropologo può curare aspetti, risolvere problemi e pianificare interventi, che aiutino, guidino le attività del proprio gruppo e non solo. Operazioni, queste, che di solito sono affidate a soggetti che posseggono conoscenze sommarie ed inadeguate.</p>
<p>La metodologia d’intervento antropologico mostra a chiare lettere come un’analisi asettica nella quale gli individui sono visti in un’ottica meramente soggettiva conduca molto spesso ad incongruenze “inaspettate” nel concreto articolarsi della realtà.</p>
<p>Le risposte che un soggetto o più soggetti elaborano alla somministrazione di stimoli indotti nelle situazioni sperimentali offrono dati relativi o quantomeno apprezzabili solo in determinati rilevamenti.</p>
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		<title>ELANCE: perché non in Italia?</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 00:20:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Strumenti per lavorare]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ importante dire che in queste righe si porrà l’accento su Elance in quanto è possibile ritenere che sia il sito più conosciuto nel settore dell’offerta e della richiesta di prestazioni di lavoro. Esistono nella Rete, infatti, diversi siti di intermediazione di progetti freelance, che fanno registrare un gran numero di iscritti, sia tra coloro [...]<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/strumenti-lavoro/2010/02/elance-perche-non-italia/">ELANCE: perché non in Italia?</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>



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			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ importante dire che in queste righe si porrà l’accento su Elance in quanto è possibile ritenere che sia il sito più conosciuto nel settore dell’offerta e della richiesta di prestazioni di lavoro.</p>
<p>Esistono nella Rete, infatti, diversi siti di intermediazione di progetti freelance, che fanno registrare un gran numero di iscritti, sia tra coloro che richiedono professionisti e sia tra gli utenti che invece offrono la propria opera specialistica.</p>
<p>A Elance, come anche agli altri, partecipano freelancers di tutte le nazionalità, compresa l'Italia, che malauguratamente annovera, tra i suoi utenti che richiedono la realizzazione di un progetto, un numero veramente esiguo di offerte in lingua madre .</p>
<p>E’ bene chiarire cosa sono in sostanza questi siti, essi sono una via di mezzo tra i siti di aste e quelli di ricerca lavoro: in realtà vengono comunemente identificati come gli e-bay del lavoro.</p>
<p>Come nei siti di lavoro ci si registra e si depositano curriculum e portfolio (referenze), oltre alla possibilità di sostenere dei test per migliorare proprio le referenze. Accade come nelle aste on-line, dove si fanno delle offerte, in inglese: "bids", sui progetti che i committenti pubblicano periodicamente ed in base alle specifiche del progetto che intendono realizzare.</p>
<p>Nel dettaglio come funziona il meccanismo per coloro che intendono iscriversi come provider; realizzatori di progetti ?</p>
<p>E’ necessario mirare la propria ricerca nel campo delle conoscenze specifiche, quando si è interessati ad un progetto e si decide di fare un offerta (il valore del compenso che si chiede) è chiaro che bisogna portarlo a compimento sulla base di determinati parametri, come il rispetto delle scadenze, il compenso pattuito, gli acconti, le spese, ecc.</p>
<p>Prima di ricevere l'incarico e di poter lavorare ad un progetto, in considerazione del fatto che non si è da soli ad essere interessati, bisognerà fare la propria offerta.</p>
<p>Per non fraintendere il termine “bib”, è necessario sapere che in realtà non viene richiesto di versare somme in denaro, piuttosto si tratta di dichiarare il prezzo, o compenso, per il quale si è disposti ad accettare il progetto.</p>
<p>E’ opportuno fare un esempio pratico, supponiamo che si trovi un'azienda che sta cercando qualcuno che traduca dall’Inglese all’italiano alcuni documenti. Noi facciamo un'offerta di € 60,00 per ogni documento. Il committente riceverà diverse offerte da altri freelancers interessati a prendere l'incarico, tra questi e noi sceglierà quello che avrà fatto l'offerta più conveniente.</p>
<p>Come fa l'azienda committente a determinare il miglior candidato per quel lavoro?</p>
<p>La scelta sarà effettuata tenendo in considerazione differenti fattori.</p>
<p>In particolare il committente vorrà capire se noi siamo qualificati per fare quel lavoro, per cui fare l'offerta più bassa non implica necessariamente ottenere il lavoro. Le nostre referenze sono espresse nel portfolio, nel quale avremo accuratamente specificato quali altri progetti simili abbiamo portato a compimento, con quali risultati e per quali committenti e quali sono le nostre qualifiche.</p>
<p>Le aziende fanno un uso continuativo di questo tipo di servizi, quindi le nostre abilità e il nostro livello di esperienza saliranno ad ogni incarico ottenuto e garantirà la nostra capacità di portare a compimento incarichi dello stesso tipo in futuro.</p>
<p>Questo sistema non nasconde tranelli. L’unico inconveniente è la dinamica di un mercato un poco discriminante per gli Italiani e spesso votato al ribasso e non ben regolamentato per quanto riguarda il caricamento dei progetti che poi non vengono assegnati a nessuno.</p>
<p>In questo modo si apre un mercato dove progetti che richiedono relativamente poche competenze tenderanno ad essere molto competitivi, così pure progetti che richiedono più competenze o più specializzate tenderanno ad essere molto più remunerativi per i più esperti.</p>
<p>Un provider come può fare a competere quando si trova in presenza di un elevato numero di offerenti per un dato progetto?</p>
<p>In realtà una risposta esaustiva non c’è, in soldoni; sarebbe necessario diventate semplicemente i migliori offerenti per quel progetto che sta a cuore.</p>
<p>E’ certo importante aumentate le conoscenze.</p>
<p>Se si desidera aumentare le probabilità di prendere un lavoro è possibile fare offerte  su tanti progetti differenti, ovviamente per quanti ragionevolmente sia possibile coprire sulla base dell’area di esperienza. Non bisogna essere timorosi ed indugiare, è importante cercare e fare offerte.</p>
<p>In questo quadro invitante per un lavoratore freelance, anche esperto, come si colloca la realtà italiana?</p>
<p>Malauguratamente la realtà italiana non si colloca, sembra non esistere in Italia, o meglio per la lingua italiana, un equivalente che sia in grado di offrire il medesimo servizio che viene offerto per la supremazia della lingua inglese. Gli italiani che si iscrivono ad Elance devono sottostare allo strapotere degli anglosassoni o dei loro affiliati, vedendo ridotte all’osso le possibilità di un guadagno serio, in considerazione anche del cambio della moneta. Ogni transazione viene fatta in dollari e la valutazione del lavoro è fatta su questa moneta, un danno rilevante per chi è costretto a fare i conti con l’Euro. Difatti con il cambio il proprio compenso viene decurtato e non di poco. Dunque in considerazione del fatto che sia giusto ed opportuno scegliere dei madrelingua o dei provider autoctoni per la realizzazione di determinati progetti, si chiede: perché coloro che operano professionalmente nel settore IT non provvedono alla realizzazione di un sito che possa soddisfare i professionisti Italiani?  E’ possibile che questa domanda possa avere una risposta positiva, con data di creazione recentissima 2010, pare che il sito neolancer, in possibile versione sperimentale, offra proprio i servizi su menzionati in lingua italiana.</p>
<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/strumenti-lavoro/2010/02/elance-perche-non-italia/">ELANCE: perché non in Italia?</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>


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