Il mestiere più ricercato negli ultimi anni? Il venditore
Non sorridete e non fate battute, non è quello a cui avete pensato! Il mestiere sempre al vertice degli elenchi per figure professionali richieste con ben il 35% delle posizioni aperte tra tutte quelle su cui si effettuano le ricerche, è quello del venditore!
Non più il venditore di un tempo, con la valigia piena di prodotti ed il piedino pronto ad infilarsi tra lo stipite e la porta per poter convincere la sua potenziale acquirente a dare un’occhiata alla sua merce.
Non più l’imbonitore, che vantava le caratteristiche esaltanti di pelapatate e coltelli, non è di quello che parliamo, certo, ma di un vero esperto di marketing, inserito nel territorio che comprende le esigenze del mercato e le trasforma in opportunità per l’azienda che rappresenta. E’ un mestiere dinamico, che fa vivere a contatto con gli altri, con la possibilità di gestire concretamente il proprio tempo.
Molti di quelli che si affacciano a questo settore dicono che la vendita non è nelle loro corde, non è il mestiere cui ambiscono ma poi, trovandosi a decidere di farlo per mille personali e giustificatissime motivazioni, confessano dopo poco tempo di amare questo mestiere e sentirsi pienamente gratificati dai risultati che sono in grado di raggiungere.
Ma come diventare esperti venditori?
Seppure non sia richiesto un particolare titolo di studio, i requisiti fondamentali per chi intenda cominciare questa professione sono quelli legati alle capacità relazionali, alla determinazione, alla combattività.
Tutto quello che occorre sapere per diventare Agenti di Commercio lo troverete su www.fiarc.it il portale della Federazione Italiana Agenti e Rappresentanti di Commercio.
Ed ancora il sito www.quivenditori.com fornisce una serie di informazioni utili in termini di normativa e contratti, trattamento fiscale, iscrizione all’ENASARCO e così via.
Anche su questo sito un ricco elenco di proposte di lavoro ed anche un link per la ricerca di agenti di commercio all’estero.
Infine vi suggeriamo di visitare il portale dei venditori e degli agenti di commercio (www.venditori.it) per verificare direttamente la ricchezza delle proposte, organizzate per brand e per categoria commerciale ma anche per regione. Il sito si naviga con estrema facilità e fornisce anche informazioni utili per chi si avvicina per la prima volta a questa professione.
Siamo tutti raccomandati ?
Pensavamo che l’epoca delle raccomandazioni fosse tramontata da un pezzo? Che l’unico posto dove se ne parlava ancora era San Demetrio ne Vestini in provincia dell’Aquila, con la sua Madonna dei Raccomandati?
Sorprendentemente non è così!
E confermando che nei momenti di difficoltà la società mette in mostra il peggio di se stessa, in un momento di crisi generalizzata del mondo del lavoro, visioni da ecotombe di un’economia in profonda regressione, la raccomandazione diventa per molti un’arma segreta, da utilizzare per passare avanti a tutti gli avversari, come con uno scatto da centometristi, ed arrivare per primi alla meta: il tanto sospirato posto di lavoro.
I dati di recenti ricerche condotte da società di settore mostrano come il numero di quanti hanno ritenuto opportuno farsi aiutare da una raccomandazione o segnalazione, per dirla con una parola che fa meno arricciare il naso, è in crescente aumento.
L’ultima ricerca ISFOL, l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori, mostra come ben il 60% dei giovani conta su un “aiutino” per trovare un lavoro.
D’altra parte viviamo in una società che con la storia dei raccomandati mette su una trasmissione di successo (www.iraccomandati.rai.it) e questo per sottolineare la normalità della pratica della segnalazione, della spintarella, appunto, della raccomandazione.
La scorciatoia che si prende e si dimentica, perché si sa i raccomandati si vergognano di esserlo stati e si dimenticano presto di aver fatto uno sgambetto a tutti gli altri in coda per riuscire ad essere i primi.
E dimenticandolo confermano che forse una pratica ortodossa, questa, non è.
Allora concentriamoci sulle capacità, sulla forza della competenza, sul sacrificio dello studiare seriamente.
Di questo non ci dovremo certo vergognare né far finta di dimenticare, anzi, con orgoglio potremo sempre dire che in quel posto, quella posizione di responsabilità, ci siamo arrivati macinando fatica e sudore, farina del nostro sacco, come si diceva una volta e questo magari ci aiuterà a resistere agli scossoni delle crisi e, se necessario, ci aiuterà a ricominciare.