10 motivi per scappare da una intervista e non accettare il posto di lavoro
Tante volte capita di voler a tutti i costi un posto di lavoro, in questo articolo vi illustriamo dieci ottimi motivi per scappare da una intervista e non accettare il posto di lavoro che vi viene proposto.
10 La posizione per la quale sei intervistato è vacante da molto tempo. Scappa subito, perche' le aziende ben gestite non lasciano posti vacanti per molto tempo. Prima di lasciar licenziare un buon dipendente usano tutti i modi per trattenerlo.
9 Alla domanda di come la società misura il proprio successo sul mercato, l'intervistatore offre una auto analisi basata esclusivamente su fatti non reali o non obiettivi. Scappa subito, vuol dire che ti stanno dicendo delle bugie, e pure grosse!!
8 L’intervistatore ti offre soltanto informazioni e risposte vaghe su come e dove la società vuole essere posizionata sul mercato, e se parlando di cose che non funzionano di risponde con una frase tipo "se funziona e non è rotto non bisogna sistemarlo". Scappa, le aziende che non sono orientate alla soluzione dei problemi, appena trovano un dipendete proattivo (che suggerisce soluzioni migliori di quelle utilizzate ora in azienda) cercano di isolarlo o non lo ascoltano (creando scontento).
7 Quanto menzioni internet, le email, youtube, l'ottimizzazione per i motori di ricerca, di utilizzare la pubblicità su internet e vedi che la tua controparte non reagisce e dice che non sono strumenti utili a migliorare la comunicazione o vendite dell'azienda, scappa! Le aziende al giorno d'oggi, anche se vendono prodotti a scarso valore aggiunto, devono utilizzare tutti i moderni strumenti che permettono di interagire con i clienti (per vendere, per fornire supporto e/o creare community).
6 Quando chiedi chi sono i loro concorrenti principali, e ti dicono che “non ce ne sono” oppure “non abbiamo nessun concorrente”, scappa. Al giorno d'oggi tutte le aziende hanno un concorrente, il mercato e' globale.
5 Quando chiedi come la posizione dell'intervistatore e' cambiata nel corso degli ultimi 5 anni, ti rispondono che non e' cambiata. Scappa, il lavoro non ha sicuramente incentivi professionali per migliorare.
4 Se chiedi all’intervistatore di dirti qualcosa sul tipo di lavoro e di azienda e senti rispondere: “Un lavoro molto stabile, hai la sicurezza del lavoro fino alla pensione”. Scappa, in altri termini, da questa azienda non ti muovi piu'.
3 Quando chiedi all’intervistatore se ha qualcheconsiglio per te, e ti dice “Assicurati di divertirti un dopo l'orario di lavoro". Scappa, il lavoro che dovrai fare sara' una noia mortale.
2 Quando chiedi all’intervistatore, se il tuo potenziale capo “lavora molto tempo in questa azienda” e ti rispondono che "lavora da quando e' stata fondata l'azienda". Scappa, molto probabilmente non ha mai dovuto affrontare grossi cambiamenti per poter rimanere competitivo sul mercato del lavoro.
1 E finalmente, l'ultimo motivo che ti fa sapere se il posto di lavoro per cui stai facendo l'intervista non ha ulteriori sbocchi professionali. Se chiedi all'intervistatore se è felice per il lavoro che svolge e risponde "Ehi, paga ogni mese e manda i miei figli alle lezioni di tennis!”. Scappa!
Ricchi e felici lavorando quattro ore alla settimana
Sembra impossibile quasi come i tentativi degli antichi alchimisti alla ricerca della pietra filosofale per trasmutare i metalli in oro e argento, con l’obiettivo di arrivare alla perfezione.
Eppure pare proprio che qualcuno l’abbia trovata (magari non la pietra filosofale, ma qualcosa di simile). Nessuna formula magica, niente di astratto e imprendibile ma, invece, una grande dose di sano pragmatismo che Timothy Ferriss descrive nel suo libro “Quattro ore alla settimana. Ricchi e felici lavorando dieci volte meno”.
Nasce dall’osservazione di chi ha abbandonato già da tempo il paradigma schiacciante “lavoro massacrante oggi per andare in pensione domani”, e con pochi semplici suggerimenti suggerisce a tutti la strada da percorrere per … lavorare dieci volte di meno, mantenendo lo stesso livello nei risultati.
Il suggerimento di base è quello di riappropriarsi del proprio tempo, concentrando gli sforzi e le attività su quello che ci consente il massimo risultato.
Non l’ha inventato Timothy Ferriss ma l’italianissimo Vilfredo Pareto con la sua legge dell’80/20. E a questa regola si collega Timothy osservando che circa l’80% dei risultati che otteniamo sono prodotti dal 20% del lavoro che facciamo.
Molto del nostro tempo è “rosicchiato” da riunioni, da attività routinarie e delegabili, dal traffico che siamo costretti ad affrontare per recarci dalla nostra abitazione al posto di lavoro.
Allora ecco, in sintesi, i consigli di questo guru della felicità:
- Considerare con attenzione tutte le situazioni che consumano tempo, come quelle riunioni durante le quali si parla molto e non si decide nulla; sono veramente necessarie?
- Guardare la posta elettronica a fine giornata o, più semplicemente, svolgere tutte le attività ripetitive in una sola soluzione;
- Finalizzare l’uso della tecnologia per la semplificazione delle attività piuttosto che per il loro appesantimento;
- Ed infine, se è possibile, remotizzare il lavoro.
Secondo Timothy Ferris basta seguire queste semplici regole per ritrovarsi improvvisamente con alcune ore della giornata finalmente libere da inutili ed improduttivi impegni.
Sicuramente queste sono solo “pillole”, pochi sintetici elementi per solleticare la curiosità. La lettura del libro potrà aprire orizzonti nuovi, con descrizioni ricche di particolari della fantastica ricetta salva tempo di Timothy Ferriss.
Potete acquistare il libro tramite questo link
Cercare lavoro in Spagna
La Spagna è uno degli stati UE in forte espansione con una forte crescita della domanda di lavoratori qualificati e specializzati.
Per questo motivo molti guardano la Spagna come una delle nazioni nelle quali fare un’importante esperienza lavorativa, la prima, magari che aggiunta al curriculum gli da un che di internazionale.
Ma anche perché, diciamolo, la Spagna rimane la meta dei sogni delle nostre vacanze, un posto dove la gente è cordiale, abbiamo passato estati indimenticabili e in fondo … basta aggiungere una “S” alla fine delle parole e ci si capisce tutti…
Così, se vogliamo viaggiare e lavorare, imparare le lingue e aprirci al mercato globale del lavoro, da dove cominciare?
Naturalmente da un buon curriculum. E fate attenzione perché lo stile preferito in Spagna è più duretto e sintetico di quello italiano, con particolare enfasi alle esperienze di studio, ai corsi di specializzazione etc.
Preparato il curriculum, non ci resta che trovare l’elenco delle aziende alle quali inviarlo. Come in Italia numerosi quotidiani e periodici hanno sezioni e supplementi dedicati al lavoro. Tra i tanti:
El Pais – Suplemento Negocios, la domenica – www.elpais.es
ABC – Suplemento Mercado de Trabajo, la domenica – www.abc.es
Segundamano – Lunedì, Mercoledì e Venerdì – www.segundamano.es
Ma una strada veloce per questa ricerca è ancora la rete. Numerosi sono i siti spagnoli per l’orientamento al lavoro, da quelli in cui trovare le informazioni relative ai permessi di soggiorno, tipologie di contratti, orari di lavoro, retribuzioni medie etc.
Eccone alcuni esempi:
http://www.camerdata.es – la Camata de Comercio spagnola con tutte le informazioni sulle condizioni di lavoro e Previdenza Sociale in Soagna;
http://www.inem.es – il portale delle informazioni sul lavoro in Spagna, con una sezione dedicata alle offerte di lavoro anche nel pubblico impiego;
http://www.060.es – con notizie su borse di studio e sulle opportunità di lavoro nell’ambito delle istituzioni europee.
E tanti ancora quelli più tradizionali, le bacheche virtuali, portali che offrono servizi gratuiti di raccolta di proposte e candidature. Moltissimi i siti spagnoli e quelli internazionali con sezioni dedicate alla Spagna, tra questi un semplice assaggio:
http://www.trabajos.com - un’aggiornatissima rassegna di tutte le offerte e delle aziende che cercano risorse per nuovi progetti;
http://empleo.paginasamarillas.es – una banca dati ricchissima nella quale cercare le opportunità più adatte per il vostro skill;
http://www.empleo.universia.es – il portale del mercato del lavoro universitario che offre posizioni di primo lavoro utili agli studenti e ai laureati di diverse discipline;
http://acciontrabajo.es – la borsa del lavoro in Spagna.
Ma per completare questa rassegna è doveroso ricordare che molti sono i programmi e le iniziative supportate dall’Unione Europea per favorire lo scambio e la formazione dei giovani nelle varie nazioni dell’Unione.
Tra questi il Programma Leonardo (www. Programmaleonardo.net) che offre la possibilità ai cittadini dell’Unione Europea di svolgere un periodo di praticantato presso un’azienda spagnola.
