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20apr/090

Trovare lavoro in USA e realizzare il sogno americano!

Chi non vorrebbe passare un periodo del proprio tempo in America e realizzare un’esperienza professionale internazionale in un paese dove tutto è grande, dalle dimensioni dei palazzi alle speranze.

Ma se vogliamo evitare un approccio da lanciatori di dadi, partendo per le vacanze e sperando di trovare marito/moglie che ci consenta di acquisire automaticamente il diritto di rimanere sul suolo americano senza limitazioni di tempo, dobbiamo documentarci bene.

Dunque lasciamo da parte la partenza alla cieca e tracciamo delle linee da seguire per non imbattersi in problemi e spiacevoli sorprese.

Cominciamo con il distinguere se intendiamo muoverci verso l’America per un periodo di tempo limitato, cercando quindi un lavoro temporaneo, oppure per un periodo di tempo illimitato, cercando un lavoro permanente.

La differenza è sostanziale e adesso spieghiamo il perché.

Lavoro Temporaneo

Ci sono diversi programmi riconosciuti dal Dipartimento di Stato Americano quali programmi di scambio culturale ed hanno una durata breve.

Tra questi vi sono:

  • Programmi Work & Travel USA, durano al massimo 4 mesi, durante il periodo estivo (generalmente dal primo giugno al 15 ottobre). Le opportunità di lavoro sono relative al settore turistico-alberghiero e nei parchi divertimenti. L’orario di lavoro previsto è di 30 ore settimanali con un salario standar fissato dalle leggi federali (Fair Labor Standards Act). Questo programma è riservato ai studenti universitari con una discreta conoscenza della lingua inglese.

  • Programmi Training e Internship, ovvero tirocini professionali rivolti a neolaureati o prossimi alla laurea. La durata massima di residenza in America con questi programmi è di diciotto mesi ed è richiesta, anche in questo caso, una discreta conoscenza della lingua inglese. Non tutti le offerte dei programmi Training e Internship sono, però, remunerate.

I link su cui è possibile documentarsi sono:

http://eca.state.gov/jexchanges/index.cfm

DIPARTIMENTO DI STATO DEGLI USA (Bureau of Educational and Cultural Affair). Su questo sito è possibile trovare l’elenco delle organizzazioni che partecipano ai programmi di scambio culturale.

http://www.allianceabroad.com/ - jobs@allianceabroad.com

ALLIANCE ABROAD Group - Austin, Texas.

http://www.cci-exchange.com/workprogram/default.cfm

CCI - Center for Cultural Interchange - Chicago. Programmi Work and Travel in particolare per le offerte relative ai lavori nei parchi divertimento e nelle strutture ricettive.

Lavoro Permanente

La situazione per i lavori permanenti è molto diversa. Per lavorare e rimanere in America a tempo indeterminato occorre infatti avere la Green Card., il visto per l’immigrazione che non è molto facile da ottenere. Il Governo Americano mette a disposizione, ogni anno, 55.ooo permessi di lavoro illimitati assegnati a nominativi estratti a campione (la Lotteria delle Green Card), di questi, in particolare, 23.000 sono riservati ai cittadini europei.

Ma per chi non ha la fortuna di “vincere la lotteria” dovrà seguire la procedura di richiesta standard che può durare anche degli anni.

Alcuni link utili:

www.usafis.org, per iscriversi alla lotteria delle green card

www.usajobsly.com sito ricco di annunci tra cui cercare quello più adatto alle vostre aspirazioni.

13mar/090

Siamo tutti free…freelance!

Ricordo ancora quando il boss dell’azienda per cui lavoravo alcuni anni fa mi regalò un libro dal titolo “Chi ha spostato il mio formaggio?” di Spencer Johnson.

All’inizio pensai che fosse la solita americanata, solo scena, esagerata e inutile, teorica e lontana dalla cultura e dal modo di fare italiano da sembrare venuta da Marte.

Dopo qualche anno quel libro mi è ritornato alla mente, improvvisamente, mentre ascoltavo un gentile signore di Roma che parlava delle difficoltà che avevano le sue due figlie, laureate a pieni voti, a trovare un lavoro stabile.

E mentre lui diceva di concorsi pubblici, di assunzioni a tempo indeterminato e di graduatorie, mi è venuto in mente il formaggio del libro del mio ex-capo, il suggerimento a comprendere e seguire i cambiamenti e ad uscire da rigide posizioni legate alla consuetudine.

E questo vecchio modo di cercare lavoro, una ricerca ostinata, fatta utilizzando delle formule ormai superate, in una realtà che si è profondamente modificata, mi ha riportato improvvisamente al topino del libro che, non comprendendo che il mondo intorno a lui si era modificato e ostinandosi a voler mangiare esclusivamente un formaggio che non esisteva più, rischiava di morire.

Allora la domanda che mi pongo e vi pongo, è la seguente: quanto tempo occorrerà alla popolazione in cerca di un lavoro, in Italia, per comprendere che gli strumenti tradizionali con cui cercare, la piazza tradizionale dove cercare, piano piano, si sono così trasformati da non esistere quasi più?

Per quanto tempo ci crogioleremo nel ritornello triste del “siamo tutti disoccupati” prima di capire che occorre partire per un viaggio fantastico, alla scoperta di altri mondi, virtuali e tecnologici, dove il lavoro c’è e sta solo a noi entrare nella categoria dei cyber-lavoratori, cyber-occupati, magari solo per attendere opportunità e lavori stabili diversi da questi?

In questo modo, in un mondo in cui quasi in ogni casa c’è un computer e una connessione ad Internet, in cui è eccezione tra i giovani chi non conosce le nuove possibilità di comunicazione, l’instant messanger, il voip, di “disoccupati” veri ne esisteranno sempre meno.

Tanto davanti al monitor del proprio computer ci si passa tanto di quel tempo per chattare e per navigare che se parte di quel tempo diventa lavoro, non ne saranno certamente sconvolti i ritmi di vita.

Così tutti liberi di organizzare il proprio tempo, tutti free, sì tutti freelance.