Strumenti di lavoro per i freelance
Eccovi gli strumenti utili per un freelance, principalmente sono per chi si occupa di web e grafica
Siamo tutti free…freelance!
Ricordo ancora quando il boss dell’azienda per cui lavoravo alcuni anni fa mi regalò un libro dal titolo “Chi ha spostato il mio formaggio?” di Spencer Johnson.
All’inizio pensai che fosse la solita americanata, solo scena, esagerata e inutile, teorica e lontana dalla cultura e dal modo di fare italiano da sembrare venuta da Marte.
Dopo qualche anno quel libro mi è ritornato alla mente, improvvisamente, mentre ascoltavo un gentile signore di Roma che parlava delle difficoltà che avevano le sue due figlie, laureate a pieni voti, a trovare un lavoro stabile.
E mentre lui diceva di concorsi pubblici, di assunzioni a tempo indeterminato e di graduatorie, mi è venuto in mente il formaggio del libro del mio ex-capo, il suggerimento a comprendere e seguire i cambiamenti e ad uscire da rigide posizioni legate alla consuetudine.
E questo vecchio modo di cercare lavoro, una ricerca ostinata, fatta utilizzando delle formule ormai superate, in una realtà che si è profondamente modificata, mi ha riportato improvvisamente al topino del libro che, non comprendendo che il mondo intorno a lui si era modificato e ostinandosi a voler mangiare esclusivamente un formaggio che non esisteva più, rischiava di morire.
Allora la domanda che mi pongo e vi pongo, è la seguente: quanto tempo occorrerà alla popolazione in cerca di un lavoro, in Italia, per comprendere che gli strumenti tradizionali con cui cercare, la piazza tradizionale dove cercare, piano piano, si sono così trasformati da non esistere quasi più?
Per quanto tempo ci crogioleremo nel ritornello triste del “siamo tutti disoccupati” prima di capire che occorre partire per un viaggio fantastico, alla scoperta di altri mondi, virtuali e tecnologici, dove il lavoro c’è e sta solo a noi entrare nella categoria dei cyber-lavoratori, cyber-occupati, magari solo per attendere opportunità e lavori stabili diversi da questi?
In questo modo, in un mondo in cui quasi in ogni casa c’è un computer e una connessione ad Internet, in cui è eccezione tra i giovani chi non conosce le nuove possibilità di comunicazione, l’instant messanger, il voip, di “disoccupati” veri ne esisteranno sempre meno.
Tanto davanti al monitor del proprio computer ci si passa tanto di quel tempo per chattare e per navigare che se parte di quel tempo diventa lavoro, non ne saranno certamente sconvolti i ritmi di vita.
Così tutti liberi di organizzare il proprio tempo, tutti free, sì tutti freelance.