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16feb/100

Freelance: quale lavoro?

Come molte cose, purtroppo, anche questa figura ci viene consigliata da altri Paesi, dove queste figure professionali sono di grande spicco.
Freelance cioè indipendente.

Nel linguaggio del business, ma anche della politica, dell’editoria, del giornalismo etc. indica un libero professionista che ha la possibilità di collaborare con più di un'agenzia, fornendo la propria opera ed esperienza nel proprio campo di specializzazione. La figura del freelance è richiestissima, molto più di quanto si possa immaginare.

Esistono moltissime occupazioni disponibili per i freelance, soprattutto nel settore aziendale privato. Piccole, medie e grandi aziende, difatti, sempre più di frequente affidano determinati compiti e mansioni a freelance esterni.
In questo ambito è importante non confondere il freelance con il libero professionista, egli esercita, nell’ambito del quadro lavorativo, una delle libere professioni previste dall'ordinamento giuridico vigente nel Paese e ha l’obbligo di essere iscritto ad un Albo o Ordine.

Il percorso da compiere per intraprendere la strada del freelance passa per alcuni punti focali:

A) chiunque voglia mettere a frutto le proprie conoscenze ed esperienze lavorative deve tener ben presente il fatto che il freelance è una figura che presta la sua opera sulla base di un contratto di lavoro autonomo, da distinguere dal contratto di collaborazione a progetto, con il quale non ha niente a che fare.

B) Il freelance opera in veste di specialista o di esperto in un determinato campo. Questo esula  dalla necessità di avere dozzine di certificati e diplomi appesi alle pareti del proprio ufficio. Il freelance ha soltanto bisogno di essere abile e ben consapevole del lavoro da svolgere e avere la possibilità di mostrare in concreto, prima che gli venga affidato un lavoro, le proprie capacità.

C) Il lavoro del freelance è quello che più si presta ad essere eseguito da casa proprio per le specifiche intrinseche in questa figura professionale, massima flessibilità di orari e totale assenza di vincoli di subordinazione.

D) Le caratteristiche di un lavoro freelance hanno la possibilità di variare di caso in caso.
Questo indica che sebbene la componente maggiore del lavoro del freelance sia di natura intellettuale come ad esempio analisi, calcoli, presentazioni, articoli, traduzioni, rapporti etc. e considerato che oramai le informazioni viaggiano quasi tutte in Rete, sembrerebbe che lavorare solo da casa come freelance, divenga una concreta possibilità per assicurarsi molte situazioni per un buon guadagno. Ciò però non è del tutto vero, in quanto la figura del freelance non è sinonimo di sedentarietà lavorativa, per esempio può esserci la necessità di spostarsi per incontrare o intervistare persone.

E) Esiste concretamente tanta richiesta di freelance da parte delle imprese per svariati motivi: nel caso in cui un progetto ha la necessità di essere portato a termine improrogabilmente entro una certa data e gli interni dell’azienda sono oberrati di lavoro; quando all'azienda mancano determinate professionalità e deve far fronte ad improvvisi picchi di lavoro; nell’eventualità si trovi costretta a sostituire qualcuno improvvisamente, e via di questo passo.
Tutto ciò si verifica in molti casi quando un datore di lavoro non è in grado di affrontare i costi relativi all'assunzione di nuovo personale dipendente e tanto meno quelli previsti in un contratto di collaborazione a progetto, per un tempo determinato.

I vantaggi economici per un freelance divengono chiari; tra questi c’è quello di mantenere il 100% del compenso lordo (fatta eccezione per le tassazioni alla fonte), essi non sono impiegati, quindi sono essi stessi responsabili per le proprie tasse, questo consente loro di non subire ulteriori trattenute.

In aggiunta queste figure professionali non hanno bisogno di possedere assicurazioni, permessi, o assoggettarsi a procedure burocratiche di tal genere, essi hanno solo l’obbligo di dimostrare al committente di essere in grado di eseguire un dato lavoro in piena autonomia e fornendo un determinato risultato entro una certa data. Questo status consente al freelance di accettare lavori da più committenti contemporaneamente, avendo l’obbligo di rispettare senza deroghe tutti gli aspetti dei punti contrattuali.

3feb/100

ELANCE: perché non in Italia?

E’ importante dire che in queste righe si porrà l’accento su Elance in quanto è possibile ritenere che sia il sito più conosciuto nel settore dell’offerta e della richiesta di prestazioni di lavoro.

Esistono nella Rete, infatti, diversi siti di intermediazione di progetti freelance, che fanno registrare un gran numero di iscritti, sia tra coloro che richiedono professionisti e sia tra gli utenti che invece offrono la propria opera specialistica.

A Elance, come anche agli altri, partecipano freelancers di tutte le nazionalità, compresa l'Italia, che malauguratamente annovera, tra i suoi utenti che richiedono la realizzazione di un progetto, un numero veramente esiguo di offerte in lingua madre .

E’ bene chiarire cosa sono in sostanza questi siti, essi sono una via di mezzo tra i siti di aste e quelli di ricerca lavoro: in realtà vengono comunemente identificati come gli e-bay del lavoro.

Come nei siti di lavoro ci si registra e si depositano curriculum e portfolio (referenze), oltre alla possibilità di sostenere dei test per migliorare proprio le referenze. Accade come nelle aste on-line, dove si fanno delle offerte, in inglese: "bids", sui progetti che i committenti pubblicano periodicamente ed in base alle specifiche del progetto che intendono realizzare.

Nel dettaglio come funziona il meccanismo per coloro che intendono iscriversi come provider; realizzatori di progetti ?

E’ necessario mirare la propria ricerca nel campo delle conoscenze specifiche, quando si è interessati ad un progetto e si decide di fare un offerta (il valore del compenso che si chiede) è chiaro che bisogna portarlo a compimento sulla base di determinati parametri, come il rispetto delle scadenze, il compenso pattuito, gli acconti, le spese, ecc.

Prima di ricevere l'incarico e di poter lavorare ad un progetto, in considerazione del fatto che non si è da soli ad essere interessati, bisognerà fare la propria offerta.

Per non fraintendere il termine “bib”, è necessario sapere che in realtà non viene richiesto di versare somme in denaro, piuttosto si tratta di dichiarare il prezzo, o compenso, per il quale si è disposti ad accettare il progetto.

E’ opportuno fare un esempio pratico, supponiamo che si trovi un'azienda che sta cercando qualcuno che traduca dall’Inglese all’italiano alcuni documenti. Noi facciamo un'offerta di € 60,00 per ogni documento. Il committente riceverà diverse offerte da altri freelancers interessati a prendere l'incarico, tra questi e noi sceglierà quello che avrà fatto l'offerta più conveniente.

Come fa l'azienda committente a determinare il miglior candidato per quel lavoro?

La scelta sarà effettuata tenendo in considerazione differenti fattori.

In particolare il committente vorrà capire se noi siamo qualificati per fare quel lavoro, per cui fare l'offerta più bassa non implica necessariamente ottenere il lavoro. Le nostre referenze sono espresse nel portfolio, nel quale avremo accuratamente specificato quali altri progetti simili abbiamo portato a compimento, con quali risultati e per quali committenti e quali sono le nostre qualifiche.

Le aziende fanno un uso continuativo di questo tipo di servizi, quindi le nostre abilità e il nostro livello di esperienza saliranno ad ogni incarico ottenuto e garantirà la nostra capacità di portare a compimento incarichi dello stesso tipo in futuro.

Questo sistema non nasconde tranelli. L’unico inconveniente è la dinamica di un mercato un poco discriminante per gli Italiani e spesso votato al ribasso e non ben regolamentato per quanto riguarda il caricamento dei progetti che poi non vengono assegnati a nessuno.

In questo modo si apre un mercato dove progetti che richiedono relativamente poche competenze tenderanno ad essere molto competitivi, così pure progetti che richiedono più competenze o più specializzate tenderanno ad essere molto più remunerativi per i più esperti.

Un provider come può fare a competere quando si trova in presenza di un elevato numero di offerenti per un dato progetto?

In realtà una risposta esaustiva non c’è, in soldoni; sarebbe necessario diventate semplicemente i migliori offerenti per quel progetto che sta a cuore.

E’ certo importante aumentate le conoscenze.

Se si desidera aumentare le probabilità di prendere un lavoro è possibile fare offerte  su tanti progetti differenti, ovviamente per quanti ragionevolmente sia possibile coprire sulla base dell’area di esperienza. Non bisogna essere timorosi ed indugiare, è importante cercare e fare offerte.

In questo quadro invitante per un lavoratore freelance, anche esperto, come si colloca la realtà italiana?

Malauguratamente la realtà italiana non si colloca, sembra non esistere in Italia, o meglio per la lingua italiana, un equivalente che sia in grado di offrire il medesimo servizio che viene offerto per la supremazia della lingua inglese. Gli italiani che si iscrivono ad Elance devono sottostare allo strapotere degli anglosassoni o dei loro affiliati, vedendo ridotte all’osso le possibilità di un guadagno serio, in considerazione anche del cambio della moneta. Ogni transazione viene fatta in dollari e la valutazione del lavoro è fatta su questa moneta, un danno rilevante per chi è costretto a fare i conti con l’Euro. Difatti con il cambio il proprio compenso viene decurtato e non di poco. Dunque in considerazione del fatto che sia giusto ed opportuno scegliere dei madrelingua o dei provider autoctoni per la realizzazione di determinati progetti, si chiede: perché coloro che operano professionalmente nel settore IT non provvedono alla realizzazione di un sito che possa soddisfare i professionisti Italiani?  E’ possibile che questa domanda possa avere una risposta positiva, con data di creazione recentissima 2010, pare che il sito neolancer, in possibile versione sperimentale, offra proprio i servizi su menzionati in lingua italiana.

1lug/090

Lavorare come freelance: quali strategie e comportamenti adottare per diventare un freelance di successo

Ho cominciato a lavorare come freelance qualche anno fa. Sfruttando le mie conoscenze di internet e la mia grande curiosità per tutto quello che accade intorno a me. Ho cominciato a frequentare i siti che raccolgono buyer (venditori) e provider (fornitori) di servizi di tutto il mondo.

 

Mi sono guardata intorno per qualche giorno, cercando di capire le dinamiche di questo mondo del lavoro virtuale, diverso (molto) da quello tradizionale.

 

E dopo poco ho cominciato a fare anch’io delle offerte. Non vi nego che le prime era un po’ azzardate, sia nelle tariffe che nelle stime dei tempi necessari per completare il lavoro. Poi ho cominciato a guardare le offerte degli altri e ho sviluppato una mia personale strategia che mi ha consentito di avere affidato il primo lavoro dopo poche settimane, cominciando così a collezionare feedback positivi (come per i feedback che si lasciano su eBay su venditori ed acquirenti) che hanno consolidato il mio profilo, dato maggiore consistenza alle mie successive proposte e consentito di guardare avanti.

 

Dopo essere stata un’assidua frequentatrice di uno dei principali siti per freelance, mi sono spostata, via via, su altri, più articolati e selettivi, adottando per ciascuno di essi la stessa strategia: arrivo, mi guardo intorno, individuo l’area di nicchia dove posso presentare i miei servizi a valore, capisco quali sono i prezzi di mercato su quel sito, propongo i miei servizi alle tariffe che ritengo siano adeguate alla qualità del servizio che io posso offrire, acquisisco feedback positivi e vado avanti.

 

Da allora ho lavorato sempre, dei mesi un po’ di più, altri un po’ meno. Ogni tanto mi pareva che anche questo mercato si fermasse per poi scoprirmi con un piano di cose da fare zeppissimo di lavori e di scadenze.

 

Complessivamente ho fatto una bella esperienza, in questi anni. Ho conosciuto buyer di varie nazionalità e con approcci completamente diversi, ho visto i miei competitor, freelance come me che vivono i paesi lontani dall’Italia, dove il costo della vita è molto più basso, con i quali non è possibile confrontarsi solo sulla base dei prezzi proposti. Insomma considerando sia i casi positivi che le esperienze che m’hanno lasciato l’amaro in bocca, anche per la scortesia con cui sono stata trattata, mi sento di poter a questo punto fare una sorta di elenco di punti d’attenzione, che propongo a chi si avvicina a questa realtà, per evitare delusioni e arrabbiature.

 

  • Le tariffe per tipologia di servizi hanno una grande gamma di oscillazione, attenzione a non posizionarvi al valore minimo solo per acquisire un lavoro. Difendete la qualità del vostro lavoro e i punti di forza che potete proporre.

 

  • Difendete la dignità vostra e di chi fa questo lavoro: c’è chi ritiene (soprattutto alcuni buyer) che l’anonimato e l’irriconoscibilità (forse) dietro cui ci si nasconde può dare il diritto di trattare i provider come mentecatti, in cambio della concessione di un lavoro che si pretende di pagare con tariffe da fame. Dimenticano che dietro un nickname anche ridicolo, può esserci chi ha ben più esperienza di loro ed ha scelto, con coraggio, di fare questo mestiere piuttosto che rimanere in catene dietro una scrivania.

 

  • Siate seri nelle proposte e non lasciate incompiuti i lavori che vi vengono affidati, nascondendovi (ahimè vale anche per alcuni provider) dietro una presunta irrintracciabilità. Un bravo freelance online deve avere, oltre alle caratteristiche squisitamente tecniche, anche doti di grande professionalità quali affidabilità, lealtà, rispetto dei tempi, trasparenza.

 

  • Non siate eccessivamente rigorosi quando dovete dare un feedback al buyer o al provider, non siete il giudice di un tribunale, non occorre che siate rigorosi ed inflessibili, non siete alla ricerca della perfezione assoluta (esiste?) e quella briciola in più di generosità nella vostra valutazione consentirà a chi la riceve di lavorare ancora e di migliorarsi. Di contro una cattiva/bassa valutazione gli peserà come un macigno di cui si libererà con estrema difficoltà. Sappiate ben tarare i giudizi, quindi, pensando alle future implicazioni.

 

Dette queste poche cose non mi resta che augurare buona fortuna a chi comincia la strada difficile del mestiere di freelance online.

 

E, come si dice nel gergo, buon bid a tutti!