Freelance: quale lavoro?
Come molte cose, purtroppo, anche questa figura ci viene consigliata da altri Paesi, dove queste figure professionali sono di grande spicco.
Freelance cioè indipendente.
Nel linguaggio del business, ma anche della politica, dell’editoria, del giornalismo etc. indica un libero professionista che ha la possibilità di collaborare con più di un'agenzia, fornendo la propria opera ed esperienza nel proprio campo di specializzazione. La figura del freelance è richiestissima, molto più di quanto si possa immaginare.
Esistono moltissime occupazioni disponibili per i freelance, soprattutto nel settore aziendale privato. Piccole, medie e grandi aziende, difatti, sempre più di frequente affidano determinati compiti e mansioni a freelance esterni.
In questo ambito è importante non confondere il freelance con il libero professionista, egli esercita, nell’ambito del quadro lavorativo, una delle libere professioni previste dall'ordinamento giuridico vigente nel Paese e ha l’obbligo di essere iscritto ad un Albo o Ordine.
Il percorso da compiere per intraprendere la strada del freelance passa per alcuni punti focali:
A) chiunque voglia mettere a frutto le proprie conoscenze ed esperienze lavorative deve tener ben presente il fatto che il freelance è una figura che presta la sua opera sulla base di un contratto di lavoro autonomo, da distinguere dal contratto di collaborazione a progetto, con il quale non ha niente a che fare.
B) Il freelance opera in veste di specialista o di esperto in un determinato campo. Questo esula dalla necessità di avere dozzine di certificati e diplomi appesi alle pareti del proprio ufficio. Il freelance ha soltanto bisogno di essere abile e ben consapevole del lavoro da svolgere e avere la possibilità di mostrare in concreto, prima che gli venga affidato un lavoro, le proprie capacità.
C) Il lavoro del freelance è quello che più si presta ad essere eseguito da casa proprio per le specifiche intrinseche in questa figura professionale, massima flessibilità di orari e totale assenza di vincoli di subordinazione.
D) Le caratteristiche di un lavoro freelance hanno la possibilità di variare di caso in caso.
Questo indica che sebbene la componente maggiore del lavoro del freelance sia di natura intellettuale come ad esempio analisi, calcoli, presentazioni, articoli, traduzioni, rapporti etc. e considerato che oramai le informazioni viaggiano quasi tutte in Rete, sembrerebbe che lavorare solo da casa come freelance, divenga una concreta possibilità per assicurarsi molte situazioni per un buon guadagno. Ciò però non è del tutto vero, in quanto la figura del freelance non è sinonimo di sedentarietà lavorativa, per esempio può esserci la necessità di spostarsi per incontrare o intervistare persone.
E) Esiste concretamente tanta richiesta di freelance da parte delle imprese per svariati motivi: nel caso in cui un progetto ha la necessità di essere portato a termine improrogabilmente entro una certa data e gli interni dell’azienda sono oberrati di lavoro; quando all'azienda mancano determinate professionalità e deve far fronte ad improvvisi picchi di lavoro; nell’eventualità si trovi costretta a sostituire qualcuno improvvisamente, e via di questo passo.
Tutto ciò si verifica in molti casi quando un datore di lavoro non è in grado di affrontare i costi relativi all'assunzione di nuovo personale dipendente e tanto meno quelli previsti in un contratto di collaborazione a progetto, per un tempo determinato.
I vantaggi economici per un freelance divengono chiari; tra questi c’è quello di mantenere il 100% del compenso lordo (fatta eccezione per le tassazioni alla fonte), essi non sono impiegati, quindi sono essi stessi responsabili per le proprie tasse, questo consente loro di non subire ulteriori trattenute.
In aggiunta queste figure professionali non hanno bisogno di possedere assicurazioni, permessi, o assoggettarsi a procedure burocratiche di tal genere, essi hanno solo l’obbligo di dimostrare al committente di essere in grado di eseguire un dato lavoro in piena autonomia e fornendo un determinato risultato entro una certa data. Questo status consente al freelance di accettare lavori da più committenti contemporaneamente, avendo l’obbligo di rispettare senza deroghe tutti gli aspetti dei punti contrattuali.
Come intraprendere il mestiere di Correttore di Bozze
La “BOZZA”, nel linguaggio comune, è la versione scritta a tastiera di un manoscritto destinato ad essere pubblicato, su cui sono presenti errori di stampa (i cosiddetti refusi), grammaticali e ortografici.
Il Correttore di bozze è colui che legge i testi per individuare gli errori di cui sopra.
Correggere le bozze è, prima ancora di una professione, una capacità peculiare della mente umana, diciamo una sorta di dote o propensione naturale ad individuare gli errori di battitura e gli svarioni ortografici che spesso sfuggono a chi non ha questa qualità perché, ricordiamo, l’occhio umano quando legge non si sofferma su ogni singola lettera ma ricostruisce la parola anche solo captando la parte iniziale.
Agli occhi di un profano la capacità di rilevare gli errori potrebbe essere facilmente superabile con l’acquisto di un buon programma di correzione ortografica (in commercio ce ne sono anche per i Pdf, la versione su cui in genere si lavora al computer quando il “dattiloscritto” passa dal tipografo al correttore di bozze) ma, la grande opportunità data dalla tecnologia, servirà solo per dare una prima scrematura, il resto è solo lavoro paziente di correzione e di annotazione a margine delle cartelle, con segni grafici codificati da anni di tradizione.
Insomma per diventare uno stimato correttore di bozze in grado di elevarsi al di sopra degli innumerevoli correttori improvvisati e, di conseguenza malpagati - non a caso molte pubblicazioni pullulano di macroscopici errori di grammatica - occorre avere:
- una perfetta conoscenza della lingua italiana (meglio se supportata da una laurea in lettere)
- un forte spirito di osservazione
- una vista acuta
Queste sono le qualità – insieme naturalmente con la professionalità e la serietà che si devono avere quando si parla di cultura - che deve possedere un correttore di bozze, le altre, cioè quelle legate ad esempio, all’apprendimento dei segni grafici convenzionali o a tutte le altre attività correlate alla professione di correttore si possono imparare attraverso corsi tenuti dalle case editrici o direttamente sul campo (non dimenticando naturalmente le qualità di cui abbiamo parlato prima).
Ma veniamo ora alle opportunità di lavoro offerte da questa professione che sono tante, tantissime e vanno dal correttore freelance – ma non ci aspettiamo in questo caso di poterci arricchire - alla possibilità di lavorare per un’agenzia di servizi editoriali, ecc.
Meglio sarebbe entrare in una casa editrice con una qualsiasi mansione per farci poi apprezzare come correttori di bozze.
Corsi specifici e suggerimenti possono essere trovati su: