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23mar/100

Il profiler, personaggio televisivo o vera professione?

In realtà di cosa si parla quando si nomina il profiler e di che tipo di disciplina si sta discutendo?
Il profiling è la disciplina che si occupa di costruire i profili dei criminali per facilitare l’identificazione usando tecniche che consentano di trasformare il percorso in una scienza e in una tecnica credibili, capaci di offrire un supporto affidabile alle indagini condotte dalle forze dell’ordine.

Le figure professionali che si districano in questo articolato, e ancora non ben definito, campo lavorativo sono quelle legate alle attività forensi che però abbiano delle basi didattiche legate a studi di psicologia o di psichiatria.

Oggi, i metodi dei profiler si fondano, per lo più, o principalmente sulla conoscenza intuitiva e su occasionali folgorazioni psicologiche, mantenendo viva l’idea che questa disciplina sia un’arte piuttosto che una scienza.

E’ importante seguire metodi di analisi e costruzione di profili scientificamente fondati.
Il profiler deve formulare modelli progettati per raggiungere obiettivi chiari. Purtroppo, in passato, l’individuazione di tali obiettivi è stata impedita dalla mancanza di consenso su quali questi debbano essere.

Tale difficoltà è legata  in parte al fatto che alcuni modelli di profiling non ne esplicitano gli obiettivi e in parte al fatto che, anche laddove li dichiarino, questi differiscono da un modello all’altro. Ad ogni modo l’impiego e gli obiettivi di un profiler prevedono il ricorso alle tecniche del profiling nelle fasi investigative, per ridurre il numero degli indiziati o per la formulazione di strategie per indurre un colpevole ad uscire allo scoperto, per esempio dando suggerimenti per la conduzione degli interrogatori.

Esiste tuttavia uno scopo principale, ricavabile dall’attuale letteratura del settore, che dovrebbe guidare la ricerca teorica e la pratica investigativa. Tale scopo si dovrebbe concretizzare nel raccogliere e analizzare elementi della scena del crimine per aiutare le forze di polizia nell’identificazione dei responsabili ancora ignoti. Il profiling diviene quindi un processo attraverso il quale vengono raccolte informazioni provenienti dalla scena di un crimine per trarne informazioni utili alla cattura dell’ancora ignoto colpevole. I profiler analizzano i dati raccolti sulla scena di un crimine poiché essi possono dare informazioni sul tipo di persona che ha commesso quel reato, hanno la possibilità di tracciare un profilo non per identificare solo un singolo individuo, ma sulla base di modelli scientificamente preparati, per identificare innanzitutto la tipologia di individuo che si è reso colpevole del reato e poi con attente analisi arrivare all’individuazione del soggetto specifico che ha commesso quel determinato reato.

Il profiler non restituisce la specifica identità del colpevole, piuttosto indica il tipo il tipo di persona che con maggiore probabilità può aver commesso quel determinato crimine. Per questo motivo il profiling non identifica univocamente il colpevole, bensì, come viene descritto nella maggior parte dei modelli, una serie di sue caratteristiche che spaziano dalle narrative interpersonali alle abitudini, all’igiene personale, alla carriera lavorativa, arrivando fino al grado di autostima. Tali caratteristiche devono essere individuate dal profiler ricorrendo all’analisi delle prove raccolte sulla scena di un crimine, attraverso un metodo di analisi e comparazione. Risalire a queste caratteristiche ha lo scopo di fornire indicazioni sulla tipologia di colpevole che potrebbe aver commesso il reato in questione, invece di individuare il singolo responsabile.

L’insieme delle caratteristiche del reo ricavabili dall’analisi del profiler permette di restringere il gruppo degli indiziati al punto di focalizzare l’attenzione su un solo individuo: l’effettivo colpevole. Questo individuo viene quindi arrestato e le sue caratteristiche confrontate con il profilo in mano alle forze dell’ordine per verificare l’esattezza delle previsioni del profiler e per accertare, vagliando le corrispondenze, che l’individuo ritenuto responsabile sia effettivamente il colpevole.  Il profiling dovrebbe prevedere tre fasi di analisi principali sulle quali fondarele basi della successiva ricerca del colpevole: valutare le prove reperite sulla scena del crimine dopo un’attenta anali della stessa, collegare le informazioni ricavate dalla ricostruzione della dinamica del crimine ai moventi, alle caratteristiche di personalità e ai comportamenti di criminali arrestati, testare le ipotesi che risultano dall’utilizzo del profiling.

A tal fine sono fondamentali le conoscenze delle dinamiche psicologiche e di tali dinamiche inserite in quelle sociali, come anche grandi doti di attenzione di analisi e deduzione, ma soprattutto l’inserimento della figura del profiler in un team di professionisti che abbracciano i diversi aspetti delle analisi forensi.

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