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16feb/100

Il lavoro di istruttore sportivo e personal trainer

Al fine di intraprendere questa strada che potrebbe condurre ad un futuro lavorativo più o meno stabile è necessario conoscere alcuni aspetti ed essere pronti ad affrontare la problematiche che il percorso offre.

Le strade per conseguire un attestato che certifichi la possibilità di insegnare attività fisiche collettive, come i corsi di fitness, aerobica, step e tutte le varie pseudo discipline che di anno in anno giungono dagli USA, o quella per attività individuali come il personal trainer, prendono due direzioni.

Dopo aver stabilito di avere un grande passione per questo tipo di attività, dovremo essere ben consapevoli che nessun certificato o laurea ci spiegherà come gestire determinate situazioni ed affrontare la straordinaria mancanza di cura che le persone hanno del proprio corpo.

Fatto questo sarà possibile scegliere una tra le due possibilità che conducono al conseguimento di un certificato che consentirà di offrire la nostra opera a palestre o privati.

La via più semplice e veloce in termini di tempo, ma molto più dispendiosa economicamente e meno valida sul piano del riconoscimento accademico è quella di scegliere attraverso la rete internet tra le innumerevoli associazioni, anche riconosciute dal CONI (comitato olimpico nazionale italiano).

Esse offrono un vasto assortimento di diplomi che possono essere conseguiti seguendo corsi full immersion. Questi corsi, in genere, si tengono nel fine settimana ad incontri periodici o singoli, durante questi corsi dovrebbe essere possibile acquisire le basi di un insegnamento per la disciplina preferita. Resta chiaro che questi corsi sono dotati di più livelli ed ogni livello vi garantisce sempre più abilità e conoscenze nel campo dell’insegnamento “sportivo” ad un costo pari al presunto valore del livello.

Ottenuto uno di questi diplomi si sarà in grado di offrire la propria opera alle palestre o ai privati. Bisogna fare attenzione poiché il corpo umano è pieno di insidie, bisogna munirsi di una buona conoscenza sia di anatomia e sia di psicologia e questo è un discorso molto complesso.

Con in mano uno di questi diplomi sarà anche possibile imitare i più accreditati colleghi stranieri e divenire imprenditori di se stessi offrendo la propria opera come personal trainer anche a domicilio.

Il lavoro domiciliare è certamente più remunerativo, ma se si decide di fare questo passo è bene sapere che la situazione in Italia non è rosea come all’estero, a causa del fatto che tra le innumerevoli culture che mancano c’è anche quella della cultura sportiva, che in Italia è quasi completamente assente. Tutto questo rende arduo ed impervio il tentativo di costruire un gruppo di clienti stabile e costante, che permetta di fondare un minimo di base solida nell’instabile mondo degli istruttori e dei personal trainer.

La seconda strada da seguire, è un percorso più ufficiale ed accademicamente riconosciuto a tal punto da permettere a coloro che decidono di intraprendere gli studi per conseguire la laurea in scienze motorie ex ISEF di poter accedere ai corsi per fisioterapista.

Come, infatti, si legge in alcune bacheche universitarie del settore a firma del MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA, MINISTERO DELLA SALUTE, LAVORO E POLITICHE SOCIALI: ART.1 SEPTIES 02/02/2006 “Il diploma di laurea in Scienze Motorie è equipollente al diploma di laurea in Fisioterapia, se il diplomato dimostra di aver conseguito attestato di frequenza ad idoneo corso su paziente, da istituire con decreto ministeriale, presso le Università”.

DECRETO ATTUATIVO RELATIVO ALL'ART.1 SEPTIES 24/02/09:

1) Il percorso integrativo della formazione dei laureati in scienze motorie (classe 33) al fine di permettere loro il conseguimento della abilitazione all’esercizio della professione di fisioterapista è individuato come segue: I laureati in scienze motorie possono essere ammessi, ai soli fini dell’equipollenza, alla frequenza previo riconoscimento da parte dell’università di massimo 60 crediti formativi universitari, di tutte le attività professionalizzanti previste nel triennio del corso di laurea in fisioterapia, nonché all’integrazione di tutte le discipline teoriche comprese nel regolamento didattico del singolo corso e non riconosciute.

2) Al fine di consentire l’accesso ai suddetti percorsi integrativi attivati dagli atenei, il Ministero della Salute indicherà il fabbisogno per il Servizio Sanitario Nazionale una programmazione triennale di posti in soprannumero riservati ai laureati in scienze motorie che vogliono concorrere per l’accesso ai percorsi stessi.

3) Al termine del percorso, gli studenti parteciperanno all’esame finale presso le Facoltà di Medicina e Chirurgia, per la valutazione delle competenze pratiche acquisite e conseguiranno l’equipollenza della propria laurea in scienze motorie alla laurea per fisioterapista, venendo abilitati ai fini della professione sanitaria di fisioterapista.

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