Gli Ecolavori
E’ forse importante conoscere qualcosa sugli ecolavori e sulle possibilità d’impiego nel settore.
Un dato diffuso dal Worldwatch Institute di Washington sottolinea che il settore energetico impiega nel mondo 2,3 milioni di persone, quello eolico, da solo, produce 300.000 posti di lavoro, il fotovoltaico 170.000 e il solare termico almeno 624.000. Biomassa e biocarburanti garantiscono occupazione a oltre un milione di persone, concludono il geotermico e l’idroelettrico.
Un rapporto stilato da Greenpeace e Global Wind Energy calcola che il settore eolico avrebbe una possibilità di espansione fino a 2,1 milioni di posti nel 2030 e a 2,8 nel 2050. Nel settore dell’energia solare, invece, un rapporto del 2007 dell’Associazione dell’industria europea fotovoltaica e di Greenpeace International sostiene che i posti di lavoro attesi per il 2030 potrebbero arrivare a 6,3 milioni.
Uno studio commissionato dal governo tedesco ha, inoltre, evidenziato che il 2006 ha fatto registrare nel Paese assunzioni per 259.000 persone, e sono state impiegate nei settori delle energie rinnovabili. Questo numero dovrebbe raggiungere circa le 500.000 persone entro il 2020 e le 710.000 nel 2030. 89.000 persone sono impiegate nell’industria spagnola direttamente nell’energia verde e indirettamente altre 99.000, principalmente nel settore eolico e in quello fotovoltaico. La sola Danimarca, il Paese leader nello sviluppo dell’energia eolica, non ha visto aumentare i lavoratori impegnati nelle energie rinnovabili, che sono comunque 21.000, a causa di una politica di sostegno meno regolare che l’ha vista poco attiva negli ultimi anni.
In questo quadro si inserisce anche l’Italia, che sebbene con grande ritardo sembra accodarsi a questo filone.
Una iniziativa, denominata MIND in Italy, nasce da un accordo tra il CNR e la Regione Lombardia, proprio in favore del settore delle imprese dello sviluppo sostenibile. In tal modo auspica di attirare nuovi talenti nel territorio. Questo tipo di concorso è improntato sul miglioramento di strumenti per l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili, le risorse biologiche e tecnologie che risultano innovative per il sistema agroalimentare, l’alta tecnologia nella progettazione di prodotti rivolti al consumatore, le straordinarie nano scienze per le applicazioni bio-mediche.
Gli obiettivi italiani di tali corsi e master sono evidenti in una intervista rilasciata a numerosi quotidiani e siti internet da Massimiliano Di Bitetto, direttore dell’Ufficio programmazione operativa della Direzione centrale supporto alla programmazione e alle infrastrutture del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Egli afferma: “L’iniziativa permette la massima valorizzazione delle missioni proprie dei due Enti promotori.
Il CNR ottimizza e sviluppa le proprie migliori competenze, in ambiti di ricerca di assoluta rilevanza strategica. La Regione Lombardia crea una significativa occasione di lavoro per i giovani, operando come catalizzatore per i migliori talenti neolaureati o neo diplomati. Nell’insieme si realizza una forte azione di sviluppo strategico, sul territorio di una Regione che è fra i “quattro motori d’Europa” e nell’ambito di un progetto internazionale che è stato denominato proprio così”. Per coloro che sono interessati a intraprendere questa strada sarà importante sapere che il dott. Massimiliano Di Bitetto conferma che: “Nel panorama universitario italiano esistono atenei il cui prestigio formativo è riconosciuto in Italia e all’estero.
Anche sulla base della mia esperienza personale posso testimoniare, avendo partecipato a numerose commissioni di concorso per il reclutamento di ricercatori e tecnologi sia al CNR sia in altri Enti di ricerca, che il livello di preparazione dei giovani candidati è eccellente. Vorrei inoltre sottolineare come università e ricerca sempre più spesso “generino” direttamente realtà imprenditoriali altamente qualificate e competitive, mediante gli spin off”. Nello specifico il direttore conferma che per quanto riguarda i loro bandi gli ambiti prescelti sono quelli strategici legati ai dipartimenti come i Sistemi di produzione, Agroalimentare, Medicina, Progettazione Molecolare. Egli sottolinea ancora che questi scelti sono ambiti per i quali la Regione prevede lo sviluppo di distretti tecnologici, sulla base della compresenza di competenze scientifiche e attività di ricerca di eccellenza, in grado di attrarre investimenti e cluster di imprese che operano sui mercati internazionali.
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