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3mar/101

Il lavoro del criminologo

E’ già da qualche tempo che le produzioni televisive, soprattutto quelle statunitensi, producono un gran numero di serie tv che hanno come protagonista il crimine e tutto ciò che con esso si interseca.
Questo tipo di filone, che viene realizzato con un ingente dispendio di mezzi e interpreti, fa spesso riferimento a situazioni reali e ha suscitato un grande interesse da parte degli spettatori.

Il problema è che le figure che escono da questi telefilm, vengono presentate come degli eroi che attraverso l’uso di capacità deduttive straordinarie, unite all’uso di una tecnologia quasi fantascientifica riescono ad assicurare alla giustizia qualsiasi tipo di criminale in qualsiasi situazione. La realtà è ben diversa, la figura del criminologo è una figura che non ha ancora una connotazione ben precisa e soprattutto senza un riconoscimento ufficiale da parte degli organi competenti. Esistono diversi corsi post laurea che conducono al conseguimento di un diploma in criminologia, ma non esiste alcun corso di laurea specifico. In alcune facoltà e corsi di laurea esistono degli esami che possono essere inseriti nel proprio piano di studi, ma non consentono l’esercizio di una vera e propria professione. La figura del criminologo può nascondere al suo interno altre figure non ancora ben definite o non ancora riconosciute, come accade per i profiler nel nostro paese. La questione è che, per esempio in Italia, il criminologo viene presentato come un teorico, spesso uno psicologo o uno psichiatra, che si occupa di fornire al grande pubblico, attraverso una vasta letteratura o meglio attraverso trasmissioni televisive, le nozioni e spiegazioni tecniche che dovrebbero gettare luce su taluni crimini.

Bisognerebbe sapere che per intraprendere questa che per alcuni diviene una strada veramente affascinante è necessario affrontare un percorso formativo importante. L’iter che un aspirante criminologo dovrebbe seguire è legato a ciò che il crimine ha nella sua stessa natura. Il crimine si compone di numerosi aspetti e categorie, molte di queste categorie contengono al loro interno delle sottocategorie. Questo significa che il crimine è un mondo multidimensionale che contiene al suo interno lati oscuri e spesso contraddizioni che necessitano di grande attenzione e esperienza per essere districate e condurre alla soluzione di un caso. Il criminologo, quindi, deve avere come prima cosa una mente elastica e poi affrontare studi, anche su più fronti, che gli diano la possibilità di analizzare persone e avvenimenti sotto diversi profili.

Egli deve essere a conoscenza delle dinamiche sociologiche che sottendono il comportamento di una comunità ma anche di un singolo individuo; deve conoscere gli aspetti dell’antropologia e dell’antropologia culturale; deve essere a conoscenza delle dinamiche psicologiche che sottendono i comportamento degli individui, ma anche le dinamiche che si manifestano alla presenza di patologie psichiche. In considerazione di ciò che molto spesso viene sottolineato da coloro che appartengono alle forze dell’ordine o ad organizzazioni straniere come gli agenti Americani dell’F.B.I., ciò che accade nella realtà investigativa e criminale è ben diverso da quello che la televisione ci mostra, questo significa che coloro che si occupano di crimini, in qualsiasi settore essi siano impiegati, devono affrontare situazioni difficili e particolari. Per questo motivo molti consigliano di intraprendere una carriera legata alle forze dell’ordine, prima di pensare ad una carriera investigativa e di analisi del crimine.

E’ necessario sottolineare che le tecnologie che vengono messe a disposizione di un criminologo o di chiunque sia coinvolto in una indagine sono, certamente, tecnologie molto avanzate in grado di compiere analisi dettagliate e precise, ma è vero anche che sono tecnologie legate alla scienza e non alla fantascienza. Questo significa che, ad esempio, nella realtà molte delle analisi che un criminologo deve compiere con l’ausilio di mezzi tecnici supportati dalle nuove tecnologie di analisi scientifica hanno un costo molto elevato e tempi di attesa molto lunghi, questo vuol dire che in ogni caso un investigatore deve far fronte alle situazioni dando fondo alle sue conoscenze tecniche e soprattutto ad una esperienza acquisita durante un gran numero precedente di indagini ed analisi di crimini. Per fare un esempio pratico che supporti e concluda il nostro discorso, prendiamo in esame l’analisi del DNA. In realtà questa analisi non è così miracolosa come si vede nei telefilm, ma soprattutto ha dei tempi e dei costi che si allontanano molto dalle fulminee e tempestive risposte che si vedono giungere dai laboratori di CSI.

24feb/100

Il Conciliatore

Il Conciliatore risulta essere una figura poco nota ma negli ultimi anni, al fine di tentare un allineamento con i Paesi europei, che già da tempo utilizzano procedure conciliative, con grandi risultati, anche l’Italia ha previsto un’importante novità, introducendo una conciliazione volontaria ma amministrata.  In poche parole si parla della possibilità di devolvere la conciliazione ad organismi privati, purché conformi e controllati dalla pubblica amministrazione, che assumono la veste di “organismi di conciliazione”.  La legge n. 366 del 3 ottobre 2001 "Delega al Governo per la riforma del diritto societario", che prevede la conciliazione delle controversie civili in materia societaria, anche dinanzi ad organismi istituiti da enti privati, che diano garanzia di serietà ed efficienza e che fossero iscritti in un apposito registro tenuto presso il Ministero della giustizia ha avviato i processi per una riforma forte.  Il d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 "Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, emanato in attuazione dell'articolo 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366", con gli articoli da 38 a 40, ha previsto l’istituzione degli organismi di conciliazione.

La  nascita di questa nuova figura professionale è legata alla riforma del processo civile come si è visto. La ricerca continua, da parte di molti organi, di procedure di risoluzione alternativa nelle controversie, auspica l’uso sempre più frequente di figure specializzate che ottemperino con professionalità alle norme espresse dalla riforma del processo civile, la quale renderà obbligatoria la procedura di conciliazione. Questo avverrà in diversi campi; per liti in materia di condominio, locazione, responsabilità medica, contratti bancari, finanziari e assicurativi.

Dunque il conciliatore è una figura in continua crescita; ma con quale ruolo? In virtù del cambiamento normativo che delineerà linee guida precise e vincolanti, il Conciliatore avrà un ruolo sempre più importante e cardine nel quadro delle controversi. Dovrà essere una figura altamente specializzata, imparziale e neutrale, ma dovrà anche essere in grado di gestire efficacemente il contenzioso attraverso ampie e moderne tecniche di negoziazione e, aspetto fondamentale dovrà essere in grado di facilitare l’accordo tra le parti orientandole verso una soluzione condivisa ed ottimale. Questo ruolo sarà possibile svolgerlo unicamente attraverso una formazione specifica, a integrazione della propria preparazione professionale.

I motivi per scegliere un corso che rilasci l’abilitazione le conoscenze necessarie per affrontare le controversie seguendo i canoni richiesti dal nuovo ordinamento sono di diversa natura:

Esso risponde alla futura richiesta di qualifiche professionali conformi alla riforma del processo civile.

Esso si fregia della possibilità di elaborare una struttura didattica ricca di esercitazioni pratiche, tra le quali: la “conciliation room” (tecnica di simulazione della procedura di conciliazione). Questa tecnica didattica garantisce una formazione completa e specifica che consente di affrontare le impervie vie della conciliazione in una controversi.

Esso consente attraverso un innovativo “modulo marketing” di sviluppare le strategie comunicative, gestionali ed associative necessarie per operare efficacemente nel mercato di riferimento.

Esso è in grado di offrire a tutti i corsisti vantaggi esclusivi, come ad esempio Assistenza per l’apertura della camera di Conciliazione, l’iscrizione all’Associazione Conciliatori e Mediatori Italiani, la partecipazione alla stesura del libro bianco della Conciliazione patrocinato dall’Università e-Campus, la possibilità di collaborare presso la cattedra di Mediazione e Conciliazione- Tecniche A.D.R. Conciliazioni, Mediazioni, Arbitrati in fase di istituzione nel corso di laurea magistrale in Giurisprudenza dell’Università e-Campus.

Esso permette il conseguimento di un titolo riconosciuto dal Ministero della Giustizia ai sensi del DM 222/2004 art.10 comma 5, che abilita immediatamente alla professione di Conciliatore e favorisce l’accesso agli Enti di Conciliazione accreditati e alle più autorevoli strutture di Giustizia Civile A.D.R. d’Italia.

Un tale corso si rivolge a tutti i laureati in materie giuridiche ed economiche (anche con laurea triennale) ai quali è possibile aggiungere figure quali i notai, ragionieri commercialisti e consulenti del lavoro iscritti all’albo.

Gli sbocchi professionali sono diversi e realizzabili attraverso il contributo di organi differenti:

•    Conciliatore presso gli Enti di Conciliazione al Ministero della Giustizia
•    Conciliatore presso le Camere di Commercio
•    Conciliatore presso Associazioni di categoria e Sindacati
•    Inserimento presso Camere di Conciliazione in ambito Bancario o presso studi professionali
•    Inserimento nel settore delle Telecomunicazioni o all’interno di holding e multinazionali.

16feb/100

Freelance: quale lavoro?

Come molte cose, purtroppo, anche questa figura ci viene consigliata da altri Paesi, dove queste figure professionali sono di grande spicco.
Freelance cioè indipendente.

Nel linguaggio del business, ma anche della politica, dell’editoria, del giornalismo etc. indica un libero professionista che ha la possibilità di collaborare con più di un'agenzia, fornendo la propria opera ed esperienza nel proprio campo di specializzazione. La figura del freelance è richiestissima, molto più di quanto si possa immaginare.

Esistono moltissime occupazioni disponibili per i freelance, soprattutto nel settore aziendale privato. Piccole, medie e grandi aziende, difatti, sempre più di frequente affidano determinati compiti e mansioni a freelance esterni.
In questo ambito è importante non confondere il freelance con il libero professionista, egli esercita, nell’ambito del quadro lavorativo, una delle libere professioni previste dall'ordinamento giuridico vigente nel Paese e ha l’obbligo di essere iscritto ad un Albo o Ordine.

Il percorso da compiere per intraprendere la strada del freelance passa per alcuni punti focali:

A) chiunque voglia mettere a frutto le proprie conoscenze ed esperienze lavorative deve tener ben presente il fatto che il freelance è una figura che presta la sua opera sulla base di un contratto di lavoro autonomo, da distinguere dal contratto di collaborazione a progetto, con il quale non ha niente a che fare.

B) Il freelance opera in veste di specialista o di esperto in un determinato campo. Questo esula  dalla necessità di avere dozzine di certificati e diplomi appesi alle pareti del proprio ufficio. Il freelance ha soltanto bisogno di essere abile e ben consapevole del lavoro da svolgere e avere la possibilità di mostrare in concreto, prima che gli venga affidato un lavoro, le proprie capacità.

C) Il lavoro del freelance è quello che più si presta ad essere eseguito da casa proprio per le specifiche intrinseche in questa figura professionale, massima flessibilità di orari e totale assenza di vincoli di subordinazione.

D) Le caratteristiche di un lavoro freelance hanno la possibilità di variare di caso in caso.
Questo indica che sebbene la componente maggiore del lavoro del freelance sia di natura intellettuale come ad esempio analisi, calcoli, presentazioni, articoli, traduzioni, rapporti etc. e considerato che oramai le informazioni viaggiano quasi tutte in Rete, sembrerebbe che lavorare solo da casa come freelance, divenga una concreta possibilità per assicurarsi molte situazioni per un buon guadagno. Ciò però non è del tutto vero, in quanto la figura del freelance non è sinonimo di sedentarietà lavorativa, per esempio può esserci la necessità di spostarsi per incontrare o intervistare persone.

E) Esiste concretamente tanta richiesta di freelance da parte delle imprese per svariati motivi: nel caso in cui un progetto ha la necessità di essere portato a termine improrogabilmente entro una certa data e gli interni dell’azienda sono oberrati di lavoro; quando all'azienda mancano determinate professionalità e deve far fronte ad improvvisi picchi di lavoro; nell’eventualità si trovi costretta a sostituire qualcuno improvvisamente, e via di questo passo.
Tutto ciò si verifica in molti casi quando un datore di lavoro non è in grado di affrontare i costi relativi all'assunzione di nuovo personale dipendente e tanto meno quelli previsti in un contratto di collaborazione a progetto, per un tempo determinato.

I vantaggi economici per un freelance divengono chiari; tra questi c’è quello di mantenere il 100% del compenso lordo (fatta eccezione per le tassazioni alla fonte), essi non sono impiegati, quindi sono essi stessi responsabili per le proprie tasse, questo consente loro di non subire ulteriori trattenute.

In aggiunta queste figure professionali non hanno bisogno di possedere assicurazioni, permessi, o assoggettarsi a procedure burocratiche di tal genere, essi hanno solo l’obbligo di dimostrare al committente di essere in grado di eseguire un dato lavoro in piena autonomia e fornendo un determinato risultato entro una certa data. Questo status consente al freelance di accettare lavori da più committenti contemporaneamente, avendo l’obbligo di rispettare senza deroghe tutti gli aspetti dei punti contrattuali.