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	<title>BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro &#187; Professioni</title>
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	<description>BLOG SUL LAVORO con offerte di lavoro e articoli sul mondo del lavoro</description>
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		<title>Moontoast cerca uno sviluppatore PHP Senior (con esperienza)</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 08:51:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annunci di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Programmatore]]></category>
		<category><![CDATA[laurea in informatica]]></category>
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		<description><![CDATA[Moontoast, l'azienda che gestisce il più importante "knowledge sharing marketplace" su internet è alla ricerca di uno sviluppatore PHP senior. E' richiesto lo spostamento in America. I principali compiti per la figura ricercata sono : Lavorare con altri sviluppatori e architetti senior per fornire supporto avanzato alla piattaforma Moontoast Gestione progetti e scadenze per lo [...]<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/annunci-di-lavoro/2010/05/moontoast-cerca-uno-sviluppatore-php-senior-con-esperienza/">Moontoast cerca uno sviluppatore PHP Senior (con esperienza)</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>



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			<content:encoded><![CDATA[<p>Moontoast, l'azienda che gestisce il più importante "knowledge sharing marketplace" su internet è alla ricerca di uno sviluppatore PHP senior. E' richiesto lo spostamento in America.</p>
<p>I principali compiti per la figura ricercata sono :</p>
<p>Lavorare con altri sviluppatori e architetti senior per fornire supporto avanzato alla piattaforma Moontoast<br />
Gestione progetti e scadenze per lo sviluppo e l'implementazione di nuovi progetti o caratteristiche<br />
Gestione e monitoraggio di scadenze e obiettivi<br />
Partecipare come membro attivo nelle guide Moontoast e nella Community degli sviluppatori di Moontoast</p>
<p>Requisiti richiesti</p>
<p>5+ anni di esperienza con PHP<br />
8+ anni di esperienza nello sviluppo web<br />
Ottima conoscenza dei browser e del protocollo HTTP<br />
Esperienza nella programmazione ad oggetti e dei design pattern<br />
Dimostrata capacità nel progettare e sviluppare complessi servizi web di frontend e backend<br />
Approfondita conoscenza dei framework Symfony framework e Doctrine<br />
Conoscenza dei sistemi di gestione rilasci software come Subversion, Git, SVN e altri<br />
Laurea in Informatica o esperienza equivalente<br />
Certificazione Zend - PHP 5</p>
<p>E' dato titolo preferenziale per le persone con conoscenze di:</p>
<p>Tecnologie Cloud Computing<br />
Sviluppo con MVC (Model-View-Controller)<br />
Sviluppo con strumenti ed in ambiente open source<br />
Sviluppo su sistemi Linux e Web server<br />
Essere attivi nelle community Open Source / Web</p>
<p>L'azienda invita ad inviare il proprio curriculum in versione inglese al seguente indirizzo hr [at] moontoast.com</p>
<p>Per maggiori informazioni : <a href="http://benramsey.com/archives/moontoast-is-hiring-senior-php-developers/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fbenramsey.com%2Farchives%2Fmoontoast-is-hiring-senior-php-developers%2F','http%3A%2F%2Fbenramsey.com%2Farchives%2Fmoontoast-is-hiring-senior-php-developers%2F')" target="_blank">http://benramsey.com/archives/moontoast-is-hiring-senior-php-developers/</a></p>
<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/annunci-di-lavoro/2010/05/moontoast-cerca-uno-sviluppatore-php-senior-con-esperienza/">Moontoast cerca uno sviluppatore PHP Senior (con esperienza)</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>


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		<title>Il profiler, personaggio televisivo o vera professione?</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 07:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[studi di psicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[In realtà di cosa si parla quando si nomina il profiler e di che tipo di disciplina si sta discutendo? Il profiling è la disciplina che si occupa di costruire i profili dei criminali per facilitare l’identificazione usando tecniche che consentano di trasformare il percorso in una scienza e in una tecnica credibili, capaci di [...]<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/professioni/2010/03/il-profiler-personaggio-televisivo-vera-professione/">Il profiler, personaggio televisivo o vera professione?</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>



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			<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà di cosa si parla quando si nomina il profiler e di che tipo di disciplina si sta discutendo?<br />
Il profiling è la disciplina che si occupa di costruire i profili dei criminali per facilitare l’identificazione usando tecniche che consentano di trasformare il percorso in una scienza e in una tecnica credibili, capaci di offrire un supporto affidabile alle indagini condotte dalle forze dell’ordine.</p>
<p>Le figure professionali che si districano in questo articolato, e ancora non ben definito, campo lavorativo sono quelle legate alle attività forensi che però abbiano delle basi didattiche legate a studi di psicologia o di psichiatria.</p>
<p>Oggi, i metodi dei profiler si fondano, per lo più, o principalmente sulla conoscenza intuitiva e su occasionali folgorazioni psicologiche, mantenendo viva l’idea che questa disciplina sia un’arte piuttosto che una scienza.</p>
<p>E’ importante seguire metodi di analisi e costruzione di profili scientificamente fondati.<br />
Il profiler deve formulare modelli progettati per raggiungere obiettivi chiari. Purtroppo, in passato, l’individuazione di tali obiettivi è stata impedita dalla mancanza di consenso su quali questi debbano essere.</p>
<p>Tale difficoltà è legata  in parte al fatto che alcuni modelli di profiling non ne esplicitano gli obiettivi e in parte al fatto che, anche laddove li dichiarino, questi differiscono da un modello all’altro. Ad ogni modo l’impiego e gli obiettivi di un profiler prevedono il ricorso alle tecniche del profiling nelle fasi investigative, per ridurre il numero degli indiziati o per la formulazione di strategie per indurre un colpevole ad uscire allo scoperto, per esempio dando suggerimenti per la conduzione degli interrogatori.</p>
<p>Esiste tuttavia uno scopo principale, ricavabile dall’attuale letteratura del settore, che dovrebbe guidare la ricerca teorica e la pratica investigativa. Tale scopo si dovrebbe concretizzare nel raccogliere e analizzare elementi della scena del crimine per aiutare le forze di polizia nell’identificazione dei responsabili ancora ignoti. Il profiling diviene quindi un processo attraverso il quale vengono raccolte informazioni provenienti dalla scena di un crimine per trarne informazioni utili alla cattura dell’ancora ignoto colpevole. I profiler analizzano i dati raccolti sulla scena di un crimine poiché essi possono dare informazioni sul tipo di persona che ha commesso quel reato, hanno la possibilità di tracciare un profilo non per identificare solo un singolo individuo, ma sulla base di modelli scientificamente preparati, per identificare innanzitutto la tipologia di individuo che si è reso colpevole del reato e poi con attente analisi arrivare all’individuazione del soggetto specifico che ha commesso quel determinato reato.</p>
<p>Il profiler non restituisce la specifica identità del colpevole, piuttosto indica il tipo il tipo di persona che con maggiore probabilità può aver commesso quel determinato crimine. Per questo motivo il profiling non identifica univocamente il colpevole, bensì, come viene descritto nella maggior parte dei modelli, una serie di sue caratteristiche che spaziano dalle narrative interpersonali alle abitudini, all’igiene personale, alla carriera lavorativa, arrivando fino al grado di autostima. Tali caratteristiche devono essere individuate dal profiler ricorrendo all’analisi delle prove raccolte sulla scena di un crimine, attraverso un metodo di analisi e comparazione. Risalire a queste caratteristiche ha lo scopo di fornire indicazioni sulla tipologia di colpevole che potrebbe aver commesso il reato in questione, invece di individuare il singolo responsabile.</p>
<p>L’insieme delle caratteristiche del reo ricavabili dall’analisi del profiler permette di restringere il gruppo degli indiziati al punto di focalizzare l’attenzione su un solo individuo: l’effettivo colpevole. Questo individuo viene quindi arrestato e le sue caratteristiche confrontate con il profilo in mano alle forze dell’ordine per verificare l’esattezza delle previsioni del profiler e per accertare, vagliando le corrispondenze, che l’individuo ritenuto responsabile sia effettivamente il colpevole.  Il profiling dovrebbe prevedere tre fasi di analisi principali sulle quali fondarele basi della successiva ricerca del colpevole: valutare le prove reperite sulla scena del crimine dopo un’attenta anali della stessa, collegare le informazioni ricavate dalla ricostruzione della dinamica del crimine ai moventi, alle caratteristiche di personalità e ai comportamenti di criminali arrestati, testare le ipotesi che risultano dall’utilizzo del profiling.</p>
<p>A tal fine sono fondamentali le conoscenze delle dinamiche psicologiche e di tali dinamiche inserite in quelle sociali, come anche grandi doti di attenzione di analisi e deduzione, ma soprattutto l’inserimento della figura del profiler in un team di professionisti che abbracciano i diversi aspetti delle analisi forensi.</p>
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		<title>L&#8217;Antropologo</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 10:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prima di qualsiasi discorso è bene sottolineare che oggi, almeno in Italia, la figura dell’Antropologo non gode di nessuna posizione chiara e definita. In realtà non esiste, non esiste un albo ne una conoscenza reale di ciò che una figura simile può fare. Gli unici impieghi per i quali è tollerata la presenza di questi [...]<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/professioni/2010/03/professione-antropologo/">L&#8217;Antropologo</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>



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			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di qualsiasi discorso è bene sottolineare che oggi, almeno in Italia, la figura dell’Antropologo non gode di nessuna posizione chiara e definita. In realtà non esiste, non esiste un albo ne una conoscenza reale di ciò che una figura simile può fare. Gli unici impieghi per i quali è tollerata la presenza di questi professionisti è nel campo didattico, di alcuni corsi di laurea o master.</p>
<p>Con la metodologia d’intervento Antropologico è  possibile penetrare nel profondo di una cultura portando alla luce tutto ciò che resta celato ad ogni analisi superficiale o quantomeno legata a soluzioni meramente quantitative.</p>
<p>Operando in modo attento è possibile giungere alla conoscenza degli aspetti peculiari, ma anche di affinità, che caratterizzano e per certi versi avvicinano i diversi gruppi sociali.</p>
<p>Questi aspetti non sono null’altro se non i medesimi punti trattati come argomenti d’analisi dai “Classici”, durante i numerosi anni di studi che li hanno visti occuparsi delle popolazioni mondiali.</p>
<p>Alla stregua di questi antropologi è necessario giungere alla conoscenza di quegli elementi quali la religione, le credenze, l’organizzazione sociale, le leggi, i costumi e quant’altro guida la vita di un popolo.</p>
<p>Tutto ciò è fondamentale per formare figure che apportino un contributo concreto ed efficace, ma soprattutto affinché lo studio delle società non resti un bagaglio unicamente nozionistico.</p>
<p>In apparenza questa operazione sembra di facile attuazione, poiché dai numerosi scritti nel campo socio-antropologico resta evidente che un gran numero di studiosi riesce a cogliere le articolate sfaccettature dei differenti gruppi umani.</p>
<p>Il punto di discussione è proprio questo.</p>
<p>Le repentine e profonde trasformazioni che hanno coinvolto tutte le società chiedono la nascita di una figura che sappia offrire soluzioni valide e concrete ai problemi che inevitabilmente si propongono. Società e gruppi umani differenti, anche radicalmente, sono oggi sempre più vicini e partecipi di una stessa realtà.</p>
<p>Risulta, quindi, evidente che operazioni standardizzate non consentono ai “Messaggi” di essere recepiti e assimilati dai diversi gruppi, per poi essere rielaborati e trasformati in azioni utili.</p>
<p>La questione, inoltre, non si limita alle diversità che intercorrono tra gruppi differenti, ma si allargano anche a quei sottogruppi che compongono e articolano ogni gruppo etnico.</p>
<p>La figura che può rispondere a queste esigenze è di certo quella capace di assimilare gli insegnamenti che giungono da decenni di studi, per approntare una metodologia operativa che tenga conto degli aspetti socio-antropologici, ma anche di quelli psicologici che sottendono i gruppi sociali ed i singoli individui all’interno di questi stessi gruppi.</p>
<p>Nel momento in cui, di fatti, s’intende interagire, per qual si voglia motivo, con una cultura differente da quella del soggetto o dei soggetti agenti bisogna necessariamente fare i conti con tutti gli aspetti menzionati nelle pagine precedenti, quali la religione, le credenze, i costumi, etc.</p>
<p>Essi modellano un popolo e possono creare barriere insormontabili, se sottovalutati o superficialmente analizzati.</p>
<p>La figura che fino ad oggi ha dimostrato di porre maggiore attenzione verso questi capisaldi socio-culturali è di certo quella dell’Antropologo. Attraverso una metodologia d’intervento attenta alla multidimensionalità dei gruppi umani è possibile dimostrare come l’interazione tra gruppi diversi possa e debba avvenire attraverso procedure di conoscenza e affiancamento e non utilizzando tecniche invasive.</p>
<p>E’ chiaro, quantomeno necessario, che il sapere antropologico sia integrato da conoscenze che giungano da altre discipline in testa alle quali ci sono di certo quelle sociologiche e quelle degli studi di Psicologia.</p>
<p>In conformità a queste premesse è possibile pensare ad una figura che sappia districarsi nelle società del terzo millennio, alle quali restano ancora attaccate antiche culture.</p>
<p>E’ fondamentale però che tutto ciò non sia trascinato nel vortice sterile del mero nozionismo.</p>
<p>E’ necessario che questa metodologia divenga operativa e che la figura dell’antropologo venga anch’essa vista, compresa e resa concretamente operativa.</p>
<p>Pensare di far divenire ciò possibile significa prendere atto del fatto che queste “figure” devono, oggi, allontanarsi dall’idea che le vede protagoniste lontano dal proprio gruppo etnico, unicamente a studiare e cogliere le peculiarità di popoli sconosciuti o quasi sconosciuti.</p>
<p>Il nuovo socio-antropologo può curare aspetti, risolvere problemi e pianificare interventi, che aiutino, guidino le attività del proprio gruppo e non solo. Operazioni, queste, che di solito sono affidate a soggetti che posseggono conoscenze sommarie ed inadeguate.</p>
<p>La metodologia d’intervento antropologico mostra a chiare lettere come un’analisi asettica nella quale gli individui sono visti in un’ottica meramente soggettiva conduca molto spesso ad incongruenze “inaspettate” nel concreto articolarsi della realtà.</p>
<p>Le risposte che un soggetto o più soggetti elaborano alla somministrazione di stimoli indotti nelle situazioni sperimentali offrono dati relativi o quantomeno apprezzabili solo in determinati rilevamenti.</p>
<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/professioni/2010/03/professione-antropologo/">L&#8217;Antropologo</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>


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		<title>Il lavoro del criminologo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 10:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ già da qualche tempo che le produzioni televisive, soprattutto quelle statunitensi, producono un gran numero di serie tv che hanno come protagonista il crimine e tutto ciò che con esso si interseca. Questo tipo di filone, che viene realizzato con un ingente dispendio di mezzi e interpreti, fa spesso riferimento a situazioni reali e [...]<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/professioni/2010/03/il-lavoro-del-criminologo/">Il lavoro del criminologo</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>



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			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ già da qualche tempo che le produzioni televisive, soprattutto quelle statunitensi, producono un gran numero di serie tv che hanno come protagonista il crimine e tutto ciò che con esso si interseca.<br />
Questo tipo di filone, che viene realizzato con un ingente dispendio di mezzi e interpreti, fa spesso riferimento a situazioni reali e ha suscitato un grande interesse da parte degli spettatori.</p>
<p>Il problema è che le figure che escono da questi telefilm, vengono presentate come degli eroi che attraverso l’uso di capacità deduttive straordinarie, unite all’uso di una tecnologia quasi fantascientifica riescono ad assicurare alla giustizia qualsiasi tipo di criminale in qualsiasi situazione. La realtà è ben diversa, la figura del criminologo è una figura che non ha ancora una connotazione ben precisa e soprattutto senza un riconoscimento ufficiale da parte degli organi competenti. Esistono diversi corsi post laurea che conducono al conseguimento di un diploma in criminologia, ma non esiste alcun corso di laurea specifico. In alcune facoltà e corsi di laurea esistono degli esami che possono essere inseriti nel proprio piano di studi, ma non consentono l’esercizio di una vera e propria professione. La figura del criminologo può nascondere al suo interno altre figure non ancora ben definite o non ancora riconosciute, come accade per i profiler nel nostro paese. La questione è che, per esempio in Italia, il criminologo viene presentato come un teorico, spesso uno psicologo o uno psichiatra, che si occupa di fornire al grande pubblico, attraverso una vasta letteratura o meglio attraverso trasmissioni televisive, le nozioni e spiegazioni tecniche che dovrebbero gettare luce su taluni crimini.</p>
<p>Bisognerebbe sapere che per intraprendere questa che per alcuni diviene una strada veramente affascinante è necessario affrontare un percorso formativo importante. L’iter che un aspirante criminologo dovrebbe seguire è legato a ciò che il crimine ha nella sua stessa natura. Il crimine si compone di numerosi aspetti e categorie, molte di queste categorie contengono al loro interno delle sottocategorie. Questo significa che il crimine è un mondo multidimensionale che contiene al suo interno lati oscuri e spesso contraddizioni che necessitano di grande attenzione e esperienza per essere districate e condurre alla soluzione di un caso. Il criminologo, quindi, deve avere come prima cosa una mente elastica e poi affrontare studi, anche su più fronti, che gli diano la possibilità di analizzare persone e avvenimenti sotto diversi profili.</p>
<p>Egli deve essere a conoscenza delle dinamiche sociologiche che sottendono il comportamento di una comunità ma anche di un singolo individuo; deve conoscere gli aspetti dell’antropologia e dell’antropologia culturale; deve essere a conoscenza delle dinamiche psicologiche che sottendono i comportamento degli individui, ma anche le dinamiche che si manifestano alla presenza di patologie psichiche. In considerazione di ciò che molto spesso viene sottolineato da coloro che appartengono alle forze dell’ordine o ad organizzazioni straniere come gli agenti Americani dell’F.B.I., ciò che accade nella realtà investigativa e criminale è ben diverso da quello che la televisione ci mostra, questo significa che coloro che si occupano di crimini, in qualsiasi settore essi siano impiegati, devono affrontare situazioni difficili e particolari. Per questo motivo molti consigliano di intraprendere una carriera legata alle forze dell’ordine, prima di pensare ad una carriera investigativa e di analisi del crimine.</p>
<p>E’ necessario sottolineare che le tecnologie che vengono messe a disposizione di un criminologo o di chiunque sia coinvolto in una indagine sono, certamente, tecnologie molto avanzate in grado di compiere analisi dettagliate e precise, ma è vero anche che sono tecnologie legate alla scienza e non alla fantascienza. Questo significa che, ad esempio, nella realtà molte delle analisi che un criminologo deve compiere con l’ausilio di mezzi tecnici supportati dalle nuove tecnologie di analisi scientifica hanno un costo molto elevato e tempi di attesa molto lunghi, questo vuol dire che in ogni caso un investigatore deve far fronte alle situazioni dando fondo alle sue conoscenze tecniche e soprattutto ad una esperienza acquisita durante un gran numero precedente di indagini ed analisi di crimini. Per fare un esempio pratico che supporti e concluda il nostro discorso, prendiamo in esame l’analisi del DNA. In realtà questa analisi non è così miracolosa come si vede nei telefilm, ma soprattutto ha dei tempi e dei costi che si allontanano molto dalle fulminee e tempestive risposte che si vedono giungere dai laboratori di CSI.</p>
<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/professioni/2010/03/il-lavoro-del-criminologo/">Il lavoro del criminologo</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>


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		<title>Il Conciliatore</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 10:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[conciliazione delle controversie]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Conciliatore risulta essere una figura poco nota ma negli ultimi anni, al fine di tentare un allineamento con i Paesi europei, che già da tempo utilizzano procedure conciliative, con grandi risultati, anche l’Italia ha previsto un’importante novità, introducendo una conciliazione volontaria ma amministrata.  In poche parole si parla della possibilità di devolvere la conciliazione [...]<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/professioni/2010/02/il-conciliatore/">Il Conciliatore</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>



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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Conciliatore risulta essere una figura poco nota ma negli ultimi anni, al fine di tentare un allineamento con i Paesi europei, che già da tempo utilizzano procedure conciliative, con grandi risultati, anche l’Italia ha previsto un’importante novità, introducendo una conciliazione volontaria ma amministrata.  In poche parole si parla della possibilità di devolvere la conciliazione ad organismi privati, purché conformi e controllati dalla pubblica amministrazione, che assumono la veste di “organismi di conciliazione”.  La legge n. 366 del 3 ottobre 2001 "Delega al Governo per la riforma del diritto societario", che prevede la conciliazione delle controversie civili in materia societaria, anche dinanzi ad organismi istituiti da enti privati, che diano garanzia di serietà ed efficienza e che fossero iscritti in un apposito registro tenuto presso il Ministero della giustizia ha avviato i processi per una riforma forte.  Il d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 5 "Definizione dei procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, emanato in attuazione dell'articolo 12 della legge 3 ottobre 2001, n. 366", con gli articoli da 38 a 40, ha previsto l’istituzione degli organismi di conciliazione.</p>
<p>La  nascita di questa nuova figura professionale è legata alla riforma del processo civile come si è visto. La ricerca continua, da parte di molti organi, di procedure di risoluzione alternativa nelle controversie, auspica l’uso sempre più frequente di figure specializzate che ottemperino con professionalità alle norme espresse dalla riforma del processo civile, la quale renderà obbligatoria la procedura di conciliazione. Questo avverrà in diversi campi; per liti in materia di condominio, locazione, responsabilità medica, contratti bancari, finanziari e assicurativi.</p>
<p>Dunque il conciliatore è una figura in continua crescita; ma con quale ruolo? In virtù del cambiamento normativo che delineerà linee guida precise e vincolanti, il Conciliatore avrà un ruolo sempre più importante e cardine nel quadro delle controversi. Dovrà essere una figura altamente specializzata, imparziale e neutrale, ma dovrà anche essere in grado di gestire efficacemente il contenzioso attraverso ampie e moderne tecniche di negoziazione e, aspetto fondamentale dovrà essere in grado di facilitare l’accordo tra le parti orientandole verso una soluzione condivisa ed ottimale. Questo ruolo sarà possibile svolgerlo unicamente attraverso una formazione specifica, a integrazione della propria preparazione professionale.</p>
<p>I motivi per scegliere un corso che rilasci l’abilitazione le conoscenze necessarie per affrontare le controversie seguendo i canoni richiesti dal nuovo ordinamento sono di diversa natura:</p>
<p>Esso risponde alla futura richiesta di qualifiche professionali conformi alla riforma del processo civile.</p>
<p>Esso si fregia della possibilità di elaborare una struttura didattica ricca di esercitazioni pratiche, tra le quali: la “conciliation room” (tecnica di simulazione della procedura di conciliazione). Questa tecnica didattica garantisce una formazione completa e specifica che consente di affrontare le impervie vie della conciliazione in una controversi.</p>
<p>Esso consente attraverso un innovativo “modulo marketing” di sviluppare le strategie comunicative, gestionali ed associative necessarie per operare efficacemente nel mercato di riferimento.</p>
<p>Esso è in grado di offrire a tutti i corsisti vantaggi esclusivi, come ad esempio Assistenza per l’apertura della camera di Conciliazione, l’iscrizione all’Associazione Conciliatori e Mediatori Italiani, la partecipazione alla stesura del libro bianco della Conciliazione patrocinato dall’Università e-Campus, la possibilità di collaborare presso la cattedra di Mediazione e Conciliazione- Tecniche A.D.R. Conciliazioni, Mediazioni, Arbitrati in fase di istituzione nel corso di laurea magistrale in Giurisprudenza dell’Università e-Campus.</p>
<p>Esso permette il conseguimento di un titolo riconosciuto dal Ministero della Giustizia ai sensi del DM 222/2004 art.10 comma 5, che abilita immediatamente alla professione di Conciliatore e favorisce l’accesso agli Enti di Conciliazione accreditati e alle più autorevoli strutture di Giustizia Civile A.D.R. d’Italia.</p>
<p>Un tale corso si rivolge a tutti i laureati in materie giuridiche ed economiche (anche con laurea triennale) ai quali è possibile aggiungere figure quali i notai, ragionieri commercialisti e consulenti del lavoro iscritti all’albo.</p>
<p>Gli sbocchi professionali sono diversi e realizzabili attraverso il contributo di organi differenti:</p>
<p>•    Conciliatore presso gli Enti di Conciliazione al Ministero della Giustizia<br />
•    Conciliatore presso le Camere di Commercio<br />
•    Conciliatore presso Associazioni di categoria e Sindacati<br />
•    Inserimento presso Camere di Conciliazione in ambito Bancario o presso studi professionali<br />
•    Inserimento nel settore delle Telecomunicazioni o all’interno di holding e multinazionali.</p>
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		<title>Freelance: quale lavoro?</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 07:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Come molte cose, purtroppo, anche questa figura ci viene consigliata da altri Paesi, dove queste figure professionali sono di grande spicco. Freelance cioè indipendente. Nel linguaggio del business, ma anche della politica, dell’editoria, del giornalismo etc. indica un libero professionista che ha la possibilità di collaborare con più di un'agenzia, fornendo la propria opera ed [...]<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/professioni/2010/02/freelance-quale-lavoro/">Freelance: quale lavoro?</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>



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			<content:encoded><![CDATA[<p>Come molte cose, purtroppo, anche questa figura ci viene consigliata da altri Paesi, dove queste figure professionali sono di grande spicco.<br />
Freelance cioè indipendente.</p>
<p>Nel linguaggio del business, ma anche della politica, dell’editoria, del giornalismo etc. indica un libero professionista che ha la possibilità di collaborare con più di un'agenzia, fornendo la propria opera ed esperienza nel proprio campo di specializzazione. La figura del freelance è richiestissima, molto più di quanto si possa immaginare.</p>
<p>Esistono moltissime occupazioni disponibili per i freelance, soprattutto nel settore aziendale privato. Piccole, medie e grandi aziende, difatti, sempre più di frequente affidano determinati compiti e mansioni a freelance esterni.<br />
In questo ambito è importante non confondere il freelance con il libero professionista, egli esercita, nell’ambito del quadro lavorativo, una delle libere professioni previste dall'ordinamento giuridico vigente nel Paese e ha l’obbligo di essere iscritto ad un Albo o Ordine.</p>
<p>Il percorso da compiere per intraprendere la strada del freelance passa per alcuni punti focali:</p>
<p>A) chiunque voglia mettere a frutto le proprie conoscenze ed esperienze lavorative deve tener ben presente il fatto che il freelance è una figura che presta la sua opera sulla base di un contratto di lavoro autonomo, da distinguere dal contratto di collaborazione a progetto, con il quale non ha niente a che fare.</p>
<p>B) Il freelance opera in veste di specialista o di esperto in un determinato campo. Questo esula  dalla necessità di avere dozzine di certificati e diplomi appesi alle pareti del proprio ufficio. Il freelance ha soltanto bisogno di essere abile e ben consapevole del lavoro da svolgere e avere la possibilità di mostrare in concreto, prima che gli venga affidato un lavoro, le proprie capacità.</p>
<p>C) Il lavoro del freelance è quello che più si presta ad essere eseguito da casa proprio per le specifiche intrinseche in questa figura professionale, massima flessibilità di orari e totale assenza di vincoli di subordinazione.</p>
<p>D) Le caratteristiche di un lavoro freelance hanno la possibilità di variare di caso in caso.<br />
Questo indica che sebbene la componente maggiore del lavoro del freelance sia di natura intellettuale come ad esempio analisi, calcoli, presentazioni, articoli, traduzioni, rapporti etc. e considerato che oramai le informazioni viaggiano quasi tutte in Rete, sembrerebbe che lavorare solo da casa come freelance, divenga una concreta possibilità per assicurarsi molte situazioni per un buon guadagno. Ciò però non è del tutto vero, in quanto la figura del freelance non è sinonimo di sedentarietà lavorativa, per esempio può esserci la necessità di spostarsi per incontrare o intervistare persone.</p>
<p>E) Esiste concretamente tanta richiesta di freelance da parte delle imprese per svariati motivi: nel caso in cui un progetto ha la necessità di essere portato a termine improrogabilmente entro una certa data e gli interni dell’azienda sono oberrati di lavoro; quando all'azienda mancano determinate professionalità e deve far fronte ad improvvisi picchi di lavoro; nell’eventualità si trovi costretta a sostituire qualcuno improvvisamente, e via di questo passo.<br />
Tutto ciò si verifica in molti casi quando un datore di lavoro non è in grado di affrontare i costi relativi all'assunzione di nuovo personale dipendente e tanto meno quelli previsti in un contratto di collaborazione a progetto, per un tempo determinato.</p>
<p>I vantaggi economici per un freelance divengono chiari; tra questi c’è quello di mantenere il 100% del compenso lordo (fatta eccezione per le tassazioni alla fonte), essi non sono impiegati, quindi sono essi stessi responsabili per le proprie tasse, questo consente loro di non subire ulteriori trattenute.</p>
<p>In aggiunta queste figure professionali non hanno bisogno di possedere assicurazioni, permessi, o assoggettarsi a procedure burocratiche di tal genere, essi hanno solo l’obbligo di dimostrare al committente di essere in grado di eseguire un dato lavoro in piena autonomia e fornendo un determinato risultato entro una certa data. Questo status consente al freelance di accettare lavori da più committenti contemporaneamente, avendo l’obbligo di rispettare senza deroghe tutti gli aspetti dei punti contrattuali.</p>
<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/professioni/2010/02/freelance-quale-lavoro/">Freelance: quale lavoro?</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>


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		<title>Il lavoro di istruttore sportivo e personal trainer</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 07:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[corsi di fitness]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[personal trainer]]></category>

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		<description><![CDATA[Al fine di intraprendere questa strada che potrebbe condurre ad un futuro lavorativo più o meno stabile è necessario conoscere alcuni aspetti ed essere pronti ad affrontare la problematiche che il percorso offre.<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/professioni/2010/02/lavoro-istruttore-sportivo-personal-trainer/">Il lavoro di istruttore sportivo e personal trainer</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>



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			<content:encoded><![CDATA[<p>Al fine di intraprendere questa strada che potrebbe condurre ad un futuro lavorativo più o meno stabile è necessario conoscere alcuni aspetti ed essere pronti ad affrontare la problematiche che il percorso offre.</p>
<p>Le strade per conseguire un attestato che certifichi la possibilità di insegnare attività fisiche collettive, come i corsi di fitness, aerobica, step e tutte le varie pseudo discipline che di anno in anno giungono dagli USA, o quella per attività individuali come il personal trainer, prendono due direzioni.</p>
<p>Dopo aver stabilito di avere un grande passione per questo tipo di attività, dovremo essere ben consapevoli che nessun certificato o laurea ci spiegherà come gestire determinate situazioni ed affrontare la straordinaria mancanza di cura che le persone hanno del proprio corpo.</p>
<p>Fatto questo sarà possibile scegliere una tra le due possibilità che conducono al conseguimento di un certificato che consentirà di offrire la nostra opera a palestre o privati.</p>
<p>La via più semplice e veloce in termini di tempo, ma molto più dispendiosa economicamente e meno valida sul piano del riconoscimento accademico è quella di scegliere attraverso la rete internet tra le innumerevoli associazioni, anche riconosciute dal CONI (comitato olimpico nazionale italiano).</p>
<p>Esse offrono un vasto assortimento di diplomi che possono essere conseguiti seguendo corsi full immersion. Questi corsi, in genere, si tengono nel fine settimana ad incontri periodici o singoli, durante questi corsi dovrebbe essere possibile acquisire le basi di un insegnamento per la disciplina preferita. Resta chiaro che questi corsi sono dotati di più livelli ed ogni livello vi garantisce sempre più abilità e conoscenze nel campo dell’insegnamento “sportivo” ad un costo pari al presunto valore del livello.</p>
<p>Ottenuto uno di questi diplomi si sarà in grado di offrire la propria opera alle palestre o ai privati. Bisogna fare attenzione poiché il corpo umano è pieno di insidie, bisogna munirsi di una buona conoscenza sia di anatomia e sia di psicologia e questo è un discorso molto complesso.</p>
<p>Con in mano uno di questi diplomi sarà anche possibile imitare i più accreditati colleghi stranieri e divenire imprenditori di se stessi offrendo la propria opera come personal trainer anche a domicilio.</p>
<p>Il lavoro domiciliare è certamente più remunerativo, ma se si decide di fare questo passo è bene sapere che la situazione in Italia non è rosea come all’estero, a causa del fatto che tra le innumerevoli culture che mancano c’è anche quella della cultura sportiva, che in Italia è quasi completamente assente. Tutto questo rende arduo ed impervio il tentativo di costruire un gruppo di clienti stabile e costante, che permetta di fondare un minimo di base solida nell’instabile mondo degli istruttori e dei personal trainer.</p>
<p>La seconda strada da seguire, è un percorso più ufficiale ed accademicamente riconosciuto a tal punto da permettere a coloro che decidono di intraprendere gli studi per conseguire la laurea in scienze motorie ex ISEF di poter accedere ai corsi per fisioterapista.</p>
<p>Come, infatti, si legge in alcune bacheche universitarie del settore a firma del MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA, MINISTERO DELLA SALUTE, LAVORO E POLITICHE SOCIALI: ART.1 SEPTIES 02/02/2006 “Il diploma di laurea in Scienze Motorie è equipollente al diploma di laurea in Fisioterapia, se il diplomato dimostra di aver conseguito attestato di frequenza ad idoneo corso su paziente, da istituire con decreto ministeriale, presso le Università”.</p>
<p>DECRETO ATTUATIVO RELATIVO ALL'ART.1 SEPTIES 24/02/09:</p>
<p>1) Il percorso integrativo della formazione dei laureati in scienze motorie (classe 33) al fine di permettere loro il conseguimento della abilitazione all’esercizio della professione di fisioterapista è individuato come segue: I laureati in scienze motorie possono essere ammessi, ai soli fini dell’equipollenza, alla frequenza previo riconoscimento da parte dell’università di massimo 60 crediti formativi universitari, di tutte le attività professionalizzanti previste nel triennio del corso di laurea in fisioterapia, nonché all’integrazione di tutte le discipline teoriche comprese nel regolamento didattico del singolo corso e non riconosciute.</p>
<p>2) Al fine di consentire l’accesso ai suddetti percorsi integrativi attivati dagli atenei, il Ministero della Salute indicherà il fabbisogno per il Servizio Sanitario Nazionale una programmazione triennale di posti in soprannumero riservati ai laureati in scienze motorie che vogliono concorrere per l’accesso ai percorsi stessi.</p>
<p>3) Al termine del percorso, gli studenti parteciperanno all’esame finale presso le Facoltà di Medicina e Chirurgia, per la valutazione delle competenze pratiche acquisite e conseguiranno l’equipollenza della propria laurea in scienze motorie alla laurea per fisioterapista, venendo abilitati ai fini della professione sanitaria di fisioterapista.</p>
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		<title>Guadagnare riciclando</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 19:44:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sembra oramai divenuta una moda dilagante, soprattutto online, quella di creare marchi di gioielli, ma anche di altro tipo di manufatti sul tema del riciclo. Diciamo pure che in barba a tutte le inutili, squallide e consuete mode da gregge disorientato, quella del riciclo sarebbe proprio una manna se divenisse una moda senza confini. Ne [...]<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/professioni/2010/02/guadagnare-riciclando/">Guadagnare riciclando</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>



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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra oramai divenuta una moda dilagante, soprattutto online, quella di creare marchi di gioielli, ma anche di altro tipo di manufatti sul tema del riciclo. Diciamo pure che in barba a tutte le inutili, squallide e consuete mode da gregge disorientato, quella del riciclo sarebbe proprio una manna se divenisse una moda senza confini. Ne gioverebbe di certo il pianeta e la vena artistica e artigianale di molte persone.</p>
<p>E’ proprio su questo che si fonda il principio del guadagnare con il riciclo di materiali in uso o in disuso; bisogna mettere a frutto inventiva, colpo d’occhio, conoscenze tecnico artistiche e un’ottima dose dell’arte dell’arrangiare.</p>
<p>Fatto questo è possibile decidere di far divenire tutto questo un vero e proprio lavoro, oppure un metodo per arrotondare.</p>
<p>Come cominciare e da dove?</p>
<p>E’ molto semplice, abbiamo sempre tutto a portata di mano, quale luogo migliore se non quello della nostra camera per cominciare la ricerca e contribuire a rendere il luogo dove soggiorniamo, per la maggior parte del tempo, un posto più accogliente e libero? E’ certo e sicuro che nella nostra camera ci sono numerosi oggetti che giacciono in abbandono da molto tempo. Facciamo un esempio pratico, un astuccio in plastica che conteneva o che contiene cd, della carta, un fondo in legno di un quadretto rotto, e così via, possono divenire, al contrario di quanto appare, un bellissimo oggetto artigianale. E’ più semplice di quanto non possa sembrare all’apparenza, ed è qui che il nostro ingegno e la nostra fantasia devono fare la loro opera maggiore, difatti con questi pezzi, e con altri che cercheremo in corso d’opera, è possibile realizzare ad esempio un presepio.</p>
<p>Nella seconda fase sarà necessario munirsi di quegli attrezzi o materiali che riguardano il mero aspetto tecnico, come ad esempio nel caso del presepio, di un collante, dei colori, dei pastori etc.</p>
<p>E’ ovvio che per rendere al meglio sarà necessario cimentarsi in quelle operazioni tecnico artistiche per le quali siamo in possesso delle adeguate conoscenze, nel caso in cui fossimo carenti in alcuni passaggi sarà opportuno documentarsi per fornire all’opera il miglior apporto possibile. E’ vero che queste saranno delle realizzazioni artigianali con materiale riciclato, ma è sempre necessario tenere in mente che l’oggetto che sarà prodotto dovrà essere a tutti gli effetti un oggetto curato in ogni particolare e in ogni aspetto, senza mai tralasciare ne il lato artistico ne quello puramente tecnico.</p>
<p>Dopo esserci sincerati di aver adempiuto ad ogni dovere di artigiano del riciclo avremo realizzato un oggetto, per poter entrare in un mercato, anche se ristretto, dobbiamo verificare se le nostre idee possono essere vendute, è quindi opportuno testare i primi manufatti. Questa operazione può avvenire tramite l’apporto inconsapevole di amici e parenti. Ad esempio è possibile sottoporre i nostri giovani manufatti alla loro attenzione, durante il periodo delle festività natalizie, quando tutti cercano di trovare regali originali. Una volta appurato che i nostri oggetti risultano gradevoli al gusto di altre persone, differenti da noi che abbiamo di certo un occhio non obbiettivo nel giudicare gli oggetti che noi stessi abbiamo realizzato, sarà possibile pensare di ampliare il territorio e divenire imprenditori di noi stessi. Il primo passo potrebbe essere quello di mettere gli oggetti in vendita online, creando una vetrina virtuale in siti come e-bay o altri, nello stesso tempo, però sarebbe una buona idea quella di mostrare le opere da noi realizzate ad alcuni proprietari di quelle piccole e fornite botteghe di oggetti artigianali o etnici.</p>
<p>Con il passare del tempo affineremo anche l’occhio e sapremo scorgere una nuova anima in oggetti e materiali che prima pensavamo fossero inutili. Una ricca signora partenopea, per diletto, usava uscire al tramonto con un suo collaboratore domestico e raccattare pezzi di mobilio che sembravano solo ammassi di ciarpame. Li portava nel suo giardino e con abile maestria li restaurava, dopo qualche tempo, quando la collezione divenne troppo ingombrante cominciò a organizzare delle vere e proprie aste con le sue creazioni, nel suo giardino, con i proventi ha aiutato numerose persone.</p>
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		<title>Gli agenti letterari</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 18:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ giusto partire dalle fondamenta; chi è, dunque, un agente letterario e quali sono i suoi compiti? L'agente letterario è una figura che ha come compito fondamentale quello di procacciare e stipulare i contratti con gli editori per conto dell'autore. L’agente deve verificare che vengano onorati correttamente  gli oneri contrattuali e seguire gli aspetti amministrativi [...]<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/professioni/2010/02/gli-agenti-letterari/">Gli agenti letterari</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>



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			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ giusto partire dalle fondamenta; chi è, dunque, un agente letterario e quali sono i suoi compiti? L'agente letterario è una figura che ha come compito fondamentale quello di procacciare e stipulare i contratti con gli editori per conto dell'autore. L’agente deve verificare che vengano onorati correttamente  gli oneri contrattuali e seguire gli aspetti amministrativi che ne derivano (pagamenti di anticipi e  rendiconti). Nel corso degli anni il compito dell’agente è cresciuto e si è integrato, accade, sempre più spesso, che un agente sia anche il primo lettore e consigliere dell'autore, quindi se l'autore non ha già un editore in mente, sceglie a chi proporre un'opera. Si adopera, inoltre, affinché l'editore svolga al meglio il ruolo di promotore dell'opera presso tutti i canali (canali di vendita, media etc.). E’ da qualche anno, poi, che molti degli agenti trattano direttamente per l'autore certi diritti (ad esempio quelli di traduzione e quelli di cinema e televisione).</p>
<p>Come si diventa, dunque, agenti letterari e quali sono le competenze fondamentali  che vengono richieste?</p>
<p>Una scuola ufficiale vera è propria non esiste, per pensare di fare al meglio questo lavoro, bisogna fondare la propria passione su basi e conoscenze solide. Sarebbe importante far parte dello staff di un’agenzia. In genere in una agenzia letteraria ci sono figure differenti che coprono con la loro esperienza campi e settori che risulterebbero contrastanti e di difficile gestione da parte di un solo agente. E’ molto importante avere conoscenze giuridiche, soprattutto per quanto riguarda la giurisprudenza nel campo dell’editoria e del diritto d’autore, non solo nazionale ma anche internazionale. Bisogna essere ferrati ed esperti nel campo delle dinamiche editoriali: pre operativa, per quanto riguarda tutto il lavoro che deve condurre l’agente al rapporto diretto con un editore affinché questi sia interessato all’opera che gli viene proposta; gestionale, per la fase che possiamo chiamare di transizione, ma nella quale viene effettuato un lavoro specifico per dare all’opera una sua identità; di finalizzazione e controllo, per tutte quelle operazioni che devono avvenire dopo che il libro è stato pubblicato, nel rispetto dei punti contrattuali e nella cura della comunicazione e dell’immagine dell’autore. In aggiunta a tutto questo l’agente deve essere aggiornato ed estremamente inserito nel mondo editoriale, affinché la sua immagine divenga meritevole di credito da parte degli editori e non solo, ed inevitabilmente per suo tramite anche quella dell’autore o degli autori che rappresenta.</p>
<p>E’ certo che gli studi nel campo relazionale quali ad esempio quelli in Scienze della Comunicazione si sono rivelati utili e interessanti, resta il fatto però, che nel settore dell’editoria, è importante sottolineare che l'esperienza pratica è indispensabile. Per quanto il mercato sia mutato al suo interno, il lavoro editoriale mantiene una forte componente artigianale, concretamente pratica e diretta, dove la comunicazione prevede sempre una forte componente personale, di rapporti e conoscenze, indispensabile per svolgere al meglio questo lavoro.</p>
<p>Non è, comunque, da sottovalutare il fatto che ad oggi sono nate validissime scuole di editoria che prevedono stage, a fine corso, presso case editrici o agenzie. Le modalità con le quali vengono preparati e gestiti questi stage garantiscono un concreto percorso formativo, una verifica pratica e contestuale, nonché la valutazione diretta degli aspetti teorici acquisiti nella fase di studio.</p>
<p>E’ importante mostrare, a chiunque voglia intraprendere questa direzione, come si presenta il mercato italiano e se in Italia gli agenti letterari sono numerosi. Il mercato editoriale italiano, come si evince da molte trasmissioni e servizi giornalistici sul tema non è esaltante, esso è timorosamente stabile da anni, il che non è un segnale positivo. La lettura è vista ancora come un soggetto ignoto al quale non dare troppa confidenza, vigono pregiudizi, la scuola probabilmente divide la colpa con  le famiglie ed i miti del piccolo e grande schermo. Per questo leggere non è considerato "normale", ma una operazione da effettuare in casi straordinari, sarebbe necessario far cadere quel timore riguardo alla lettura che rende il mercato italiano, già grandemente penalizzato da una lingua poco diffusa rispetto anche allo spagnolo, piuttosto apatico. Una parte di colpa è anche da attribuire alla qualità del mercato italiano e soprattutto alla qualità dell’offerta.</p>
<p>Il mercato è sostanzialmente stabile per quanto riguarda i consumi, ma è molto cambiato nelle dinamiche della sua organizzazione, seguendo i flussi e i dogmi del mercato le maggiori case editrici appartengono a grandi gruppi, le case indipendenti di un certo peso sono poche e sembrano aver adottato un regime di non apertura ai talenti sconosciuti. Nella logica delle concentrazioni molte case editrici sono diventate grandi organismi in cui le persone che si occupano di un libro sono molto numerose: editore, redattore, addetto stampa, responsabile marketing, ufficio diritti ed organi e mansioni affini. In questo quadro un autore è costretto ad avere molti interlocutori per capire quale sarà il destino del suo libro. Ed  è proprio in questa fluttuante e intricata dinamica dei processi di produzione editoriale che la figura dell'agente letterario in Italia, da rara che era, è andata diffondendosi negli ultimi anni. Non sono ancora figure numerose, ma si può dire che negli ultimi dieci anni le agenzie sono raddoppiate.</p>
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		<title>Come diventare un cuoco a domicilio di successo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 08:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zerimeri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professioni]]></category>
		<category><![CDATA[cuoco]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi mestieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti hanno la passione per la cucina, si divertono a creare piatti e ricette e a proporli ai loro amici, dedicano molto tempo ad informarsi su prodotti e a documentarsi su ricette particolari. Allora perché non fare diventare questa passione un mestiere di sicuro successo? Certo avere, oltre alla passione, delle basi teoriche importanti, aiuterebbe [...]<p><a href="http://blog.cercalavoro.it/professioni/2009/09/diventare-cuoco-domicilio-di-successo/">Come diventare un cuoco a domicilio di successo</a> is a post from: <a href="http://blog.cercalavoro.it">BLOG LAVORO, Offerte di lavoro e altro per il tuo nuovo lavoro</a></p>



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			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti hanno la passione per la cucina, si divertono a creare piatti e ricette e a proporli ai loro amici, dedicano molto tempo ad informarsi su prodotti e a documentarsi su ricette particolari.</p>
<p>Allora perché non fare diventare questa passione un mestiere di sicuro successo?</p>
<p>Certo avere, oltre alla passione, delle basi teoriche importanti, aiuterebbe a mantenere un livello elevato nella proposta ai futuri clienti. Quindi mettiamo in ordine gli “ingredienti” (è il caso di dirlo!) che faranno di voi un cuoco a domicilio ricercatissimo.</p>
<p>Passione: è l’elemento che trasforma la quotidianità e la routinarietà del lavoro, facendolo diventare ogni giorno una cosa nuova. Questo elemento non si costruisce e non si compra, solo voi sapete se ne siete in possesso o meno.</p>
<p>Formazione: sarebbe bene aver frequentato una scuola alberghiera per aggiungere agli aspetti culinari in senso stretto, anche quelli legati alle norme igieniche e sanitarie che vanno rispettate strettamente trattando con cibi. Se non si è frequentata una scuola alberghiera, si può partecipare a corsi di cucina ad hoc. Eccovi alcuni indirizzi utili per la formazione:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.castalimenti.it/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.castalimenti.it%2F','www.castalimenti.it')">www.castalimenti.it</a> organizza corsi di 8 settimane non consecutive per un massimo di 14 partecipanti. I corsi partono dalle basi teoriche come quelle relative alla pulizia ed alla conservazione degli alimenti ma sono completati da sessioni pratiche in cui ogni allievo dalla propria postazione attrezzata potrà eseguire tutte le fasi di preparazione e cottura di alcune pietanze;</li>
<li><a href="http://www.mangiandoeimparando.it/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.mangiandoeimparando.it%2F','www.mangiandoeimparando.it')">www.mangiandoeimparando.it</a> corsi divisi in moduli settimanali per 12/15 partecipanti con un particolare focus sulla preparazione e sugli ingredienti di base delle varie ricette;</li>
<li><a href="http://www.pepeverde.it/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.pepeverde.it%2F','www.pepeverde.it')">www.pepeverde.it</a> organizza un corso per cuochi in 14 lezioni, a partire da novembre 2009 con possibilità di stage gratuiti presso ristoranti ed aziende alberghiere.</li>
</ul>
<p>Articolazione della proposta: a questo punto dovete definire il perimetro della vostra proposta, ovvero se intendete occuparvi della sola preparazione delle pietanze (inclusa la definizione del menù e l’acquisto degli ingredienti necessari) ma anche la predisposizione delle stoviglie (tovaglie, piatti, bicchieri), del personale che serve a tavola e di chi pulisce a fine evento;</p>
<p>Formalità: Occorre essere iscritti alla Camera di Commercio della vostra città ed avere una partita IVA.</p>
<p>Marketing: la preparazione di un sito web nel quale proporvi alla vostra potenziale clientela, è ormai fondamentale. E’ una vetrina importante nella quale presentare alcune vostre ricette ma anche alcune foto di ambienti, tavole apparecchiate con cura, stoviglie in linea con lo stile predominante della vostra cucina.</p>
<p>Se volete avere qualche spunto, basterà una semplice ricerca su internet per trovare i siti di cuochi a domicilio che già hanno la loro buona fetta di mercato. Tra i tanti suggeriamo i seguenti link:</p>
<p><a href="http://www.cuoco-a-domicilio.it/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.cuoco-a-domicilio.it%2F','www.cuoco-a-domicilio.it')">www.cuoco-a-domicilio.it</a></p>
<p><a href="http://www.cucinafranco.it/" onclick="return TrackClick('http%3A%2F%2Fwww.cucinafranco.it%2F','www.cucinafranco.it')">www.cucinafranco.it</a></p>
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