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19ott/100

Cercare lavoro nell’elettronica? Adafruits ne apre uno per hobbisti/professionisti

Adafruits industries, il famoso produttore di kit elettronici, ha appena annunciato di aver aperto un sito di annunci lavorativi per chi lavora nel mondo dell'elettronica. Il sito e' suddiviso in sezioni: Modellazione tridimensionale; Arte e design; IT; Formazione; Produzione; Programmazione ed altro.

Per consultare le offerte disponibili potete collegarvi al sito http://www.adafruit.com/jobs/

25feb/100

Gli Ecolavori

E’ forse importante conoscere qualcosa sugli ecolavori e sulle possibilità d’impiego nel settore.

Un dato diffuso dal Worldwatch Institute di Washington sottolinea che il settore energetico impiega nel mondo 2,3 milioni di persone, quello eolico, da solo, produce 300.000 posti di lavoro, il fotovoltaico 170.000 e il solare termico almeno 624.000. Biomassa e biocarburanti garantiscono occupazione a oltre un milione di persone, concludono il geotermico e l’idroelettrico.

Un rapporto stilato da Greenpeace e Global Wind Energy calcola che il settore eolico avrebbe una possibilità di espansione fino a 2,1 milioni di posti nel 2030 e a 2,8 nel 2050. Nel settore dell’energia solare, invece, un rapporto del 2007 dell’Associazione dell’industria europea fotovoltaica e di Greenpeace International sostiene che i posti di lavoro attesi per il 2030 potrebbero arrivare a 6,3 milioni.

Uno studio commissionato dal governo tedesco ha, inoltre, evidenziato che il 2006 ha fatto registrare nel Paese assunzioni per 259.000 persone, e sono state impiegate nei settori delle energie rinnovabili. Questo numero dovrebbe raggiungere circa le 500.000 persone entro il 2020 e le 710.000 nel 2030. 89.000 persone sono impiegate nell’industria spagnola direttamente nell’energia verde e indirettamente altre 99.000, principalmente nel settore eolico e in quello fotovoltaico. La sola Danimarca, il Paese leader nello sviluppo dell’energia eolica, non ha visto aumentare i lavoratori impegnati nelle energie rinnovabili, che sono comunque 21.000, a causa di una politica di sostegno meno regolare che l’ha vista poco attiva negli ultimi anni.

In questo quadro si inserisce anche l’Italia, che sebbene con grande ritardo sembra accodarsi a questo filone.

Una iniziativa, denominata MIND in Italy, nasce da un accordo tra il CNR e la Regione Lombardia, proprio in favore del settore delle imprese dello sviluppo sostenibile. In tal modo auspica di attirare nuovi talenti nel territorio. Questo tipo di concorso è improntato sul miglioramento di strumenti per l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili, le risorse biologiche e tecnologie che risultano innovative per il sistema agroalimentare, l’alta tecnologia nella progettazione di prodotti rivolti al consumatore, le straordinarie nano scienze per le applicazioni bio-mediche.

Gli obiettivi italiani di tali corsi e master sono evidenti in una intervista rilasciata a numerosi quotidiani e siti internet da Massimiliano Di Bitetto, direttore dell’Ufficio programmazione operativa della Direzione centrale supporto alla programmazione e alle infrastrutture del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Egli afferma: “L’iniziativa permette la massima valorizzazione delle missioni proprie dei due Enti promotori.

Il CNR ottimizza e sviluppa le proprie migliori competenze, in ambiti di ricerca di assoluta rilevanza strategica. La Regione Lombardia crea una significativa occasione di lavoro per i giovani, operando come catalizzatore per i migliori talenti neolaureati o neo diplomati. Nell’insieme si realizza una forte azione di sviluppo strategico, sul territorio di una Regione che è fra i “quattro motori d’Europa” e nell’ambito di un progetto internazionale che è stato denominato proprio così”. Per coloro che sono interessati a intraprendere questa strada sarà importante sapere che il dott. Massimiliano Di Bitetto conferma che: “Nel panorama universitario italiano esistono atenei il cui prestigio formativo è riconosciuto in Italia e all’estero.

Anche sulla base della mia esperienza personale posso testimoniare, avendo partecipato a numerose commissioni di concorso per il reclutamento di ricercatori e tecnologi sia al CNR sia in altri Enti di ricerca, che il livello di preparazione dei giovani candidati è eccellente. Vorrei inoltre sottolineare come università e ricerca sempre più spesso “generino” direttamente realtà imprenditoriali altamente qualificate e competitive, mediante gli spin off”. Nello specifico il direttore conferma che per quanto riguarda i loro bandi gli ambiti prescelti sono quelli strategici legati ai dipartimenti come i Sistemi di produzione, Agroalimentare, Medicina, Progettazione Molecolare. Egli sottolinea ancora che questi scelti sono ambiti per i quali la Regione prevede lo sviluppo di distretti tecnologici, sulla base della compresenza di competenze scientifiche e attività di ricerca di eccellenza, in grado di attrarre investimenti e cluster di imprese che operano sui mercati internazionali.

28gen/100

I rischi del lavoro da casa

Costretti a fronteggiare una continua ed inaspettata crisi, che con evidente impeto ha messo in ginocchio solo chi navigava a bordo di scialuppe di salvataggio, molte persone hanno dato fondo ad ogni loro risorsa mentale per poter ridisegnare il proprio quadro lavorativo e trovare una soluzione che li conducesse alla fine del mese.

In questo quadro a farla da padrone è di certo la rete.

La continua crescita del numero dei blog, ma anche e soprattutto l’esplosione di post e della possibilità per chiunque di pubblicare online il proprio pensiero o quella che, per chi scrive, potrebbe essere una vera e propria fonte di lavoro, ha sviluppato un vero e proprio fenomeno. Questo fenomeno, oramai dilagante, ha suscitato le ire dei supposti giornalisti della carta stampata.

I “Signori” della notizia su stampa, lamentano il fatto che questi post o presunte notizie, provengano non solo da penne non competenti, ma si allontanano di molto da un buon articolo, per forma e contenuti.

I “giornalisti” ed i loro editori, in più di un’occasione si sono mostrati pubblicamente tranquilli e sereni, sostenendo che al dilagare incondizionato di post ed improbabili pezzi giornalistici, loro rispondono con la solita professionalità, competenza e notizie curate, approfondite e ricche di contenuti, che i lettori apprezzano e sanno distinguere dalle altre cose.

La situazione non è esattamente questa.

E’ vero che internet è investito da una fiumana di parole e pensieri agglomerati a rappresentare notizie e che si rischia seriamente di penalizzare chi sa veramente scrivere, ma d’altro canto non si concede a chiunque sia “il prescelto” di sfornare e pubblicizzare capolavori degni solo di uno scarso compattato organico di espulsione, inutile anche per la concimazione?

Questa situazione potrebbe essere facilmente superata, dando a chi mostra reali capacità la possibilità di guadagnare con serietà, collaborando con i siti che vogliono un certo tipo di notizia  e non il fiume di post utile solo agli “algoritmi” sui quali sono impostati i motori di ricerca.

Per quanto riguarda le solite sviolinate di capacità e competenze della maggior parte dei giornalisti e mezzi busti da video, bene è meglio stendere un velo pietoso, soprattutto su quelli italiani, e sperare di essere fortunati nell’imbattersi in un pezzo che valga la pena essere letto.

Un altro fenomeno che sembra estendersi a macchia d’olio è quello delle continue offerte lavorative, se così vogliamo chiamarle, che giungono senza sosta alla portata di disoccupati disperati e casalinghe in cerca di arrotondare il guadagno mensile attraverso la rete. Questo tipo di offerte si lega ad una formula ben congeniata che si risolve in un raggiro o in una truffa nei confronti di coloro che aderiscono a questo sistema. Si sta parlando delle offerte di lavoro attraverso il pay to click o il pay per read.

Il funzionamento di questi sistemi dovrebbe essere semplice; nel primo caso è necessario iscriversi ad un determinato sito, attraverso il quale è possibile accedere ad un dato numero di banner o link, bisogna poi cliccare sopra di essi e visitare i rispettivi siti rimanendo connessi al sito per alcuni secondi. Questo procedimento dovrebbe fruttare un guadagno per colui che effettua i click.

Il funzionamento del pay per read è il medesimo con l’unica eccezione che il “lavoratore” riceve delle mail attraverso le quali effettua la procedura di collegamento e clickaggio. Tutto questo potrebbe essere veritiero perché è legato alla pubblicità e al perverso sistema dei motori di ricerca. Il problema sorge quando si analizzano le cifre che vengono offerte da moltissimi siti, cifre che partono da un dollaro per click fino ad arrivare anche a 50-100 dollari per mail letta.

In aggiunta, questi siti, oltre ad offrire l’iscrizione gratuita, enfatizzano la possibilità di acquistare una specie di pacchetto lavoratore che consentirebbe di ritirare i guadagni accumulati in qualsiasi momento senza dover attendere la trafila dei free members ed ottenere anche un consistente regalo di benvenuto; come un lapdop ad esempio.

Le cifre per divenire membri partono da pochi dollari fino ad arrivare anche a 200 o 300. Il tutto si risolve in un dispendio di tempo e spesso anche di denaro inutile, in quanto le cifre di guadagno non vengono mai erogate, come dimostrano molti forum.

Il problema non sta tanto nel fatto che l’odore di truffa è evidente, anche in virtù della formula usata dai siti “onesti” che pagano pochissimi centesimi a fronte comunque di un dispendio di tempo che le persone potrebbero impiegare per cercare un lavoro, ma nella subdola e calcolata premeditazione che fa leva sulla disperazione  e l’ingenuità di molti che non riescono a cogliere le sottili sfumature dell’inganno o che abboccano solo per disperazione.