Mestieri strani, mestieri nuovi: il lettore a domicilio
E’ un periodo di crisi, lo sappiamo, e nei periodi di crisi, si sa, si aguzza l’ingegno.
Nascono mestieri nuovi, alcuni ripescati dalla storia vecchia e recente, altri nuovissimi di zecca. Ma il risultato è quello di stuzzicare la curiosità, il desiderio di provare e di stimolare la creatività.
Uno di questi esempi è sicuramente quello del “lettore a domicilio”, se lo sono inventati (o reinventati?) in Irlanda. Il giornalista Damien Barr propone agli ospiti alcuni hotel la possibilità di scegliere tra un buon numero di libri che lui leggerà seduto sulla poltrona, in camera.
Dopo il successo dell’ingegnoso giornalista, molti alberghi in Inghilterra hanno pensato bene di proporre anche questo tra i servizi per i propri clienti.
Dai servizi individuali, si è passati poi ai servizi per gruppi. A Londra alcuni hotel hanno addirittura adibito degli spazi per le letture notturne, ampie camere che possono ospitare gruppi, sia di ospiti che esterni all’hotel stesso. Ed hanno cominciato ad organizzare serate di lettura a tema, “Racconti dell’orrore”, “Fantasy”,… Insomma, si sceglie la serata che più piace e poi ci si presenta per ascoltare, ingresso libero, possiamo dire, unico prerequisito è quello relativo all’abbigliamento.
Sappiamo quanto gli Inglesi ci tengano all’etichetta: è obbligatorio presentarsi rigorosamente in pigiama!
Il mestiere dello sceneggiatore
Chi da bambino si perdeva nell’immaginare storie che poi metteva in bocca ai propri pupazzi preferiti, chi ha un particolare sesto senso atto a captare ogni minimo cambiamento o tendenza della nostra società e chi, infine, ha la dote della sintesi – insieme naturalmente con una particolare propensione alla scrittura - (dote innata questa, ma senz’altro affinabile con lo studio e la lettura), può intraprendere l’attività dello sceneggiatore, cioè di colui che scrive testi destinati ad essere girati o trascritti, se parliamo di sceneggiature di fumetti.
Chi vuole intraprendere l’attività dello sceneggiatore deve inoltre avere una grande umiltà per accettare consigli e segreti del mestiere da parte di chi ha già esperienza. Oltre alle doti di cui abbiamo appena parlato, un’altra qualità essenziale è la tenacia e la perseveranza perché spesso chi vuole intraprendere una simile attività si troverà inevitabilmente davanti a continui e reiterati rifiuti dei propri progetti.
Una volta in possesso di queste qualità possiamo senz’altro iscriverci ad una scuola per scenografi (in Italia ce ne sono di ottime) per impadronirci delle tecniche di scrittura che permettono di far diventare una bella idea, una scenografia; perché, non ci scordiamo che il successo o l’insuccesso di un film dipendono solo dalla sceneggiatura e che non può di conseguenza esistere un buon soggetto senza il suo contraltare cinematografico, televisivo, ecc.
La sceneggiatura, infatti, a differenza delle altre produzioni artistiche e se escludiamo i grandi come Woody Allen o Pedro Almodovar - le cui sceneggiature possono trovarsi nelle librerie, non ha un valore letterario in sé (come un romanzo, per intendersi), ma lo trova solo nel momento in cui viene messa in scena.
Prima di iscriverci ad una scuola di sceneggiatura controlliamo che i corsi siano tenuti da docenti che svolgano già l’attività di sceneggiatore. La puntualizzazione sembrerà insensata: ma vi fareste mai aggiustare l’automobile da chi si occupa giornalmente di televisori?
Ecco alcuni riferimenti utili per la formazione:
L’Accademia dello Spettacolo (via Olivari, 5 – Milano), www.accademiaspettacolo.com
Accademia Italiana (Piazza Pitti, 15 – Firenze), www.accademiaitaliana.com
Cineway (via Piranesi, 43 – Milano), www.cineway.it
Istituto Europeo di Design (Roma), www.ied.it
Come cercare lavoro in Giappone
Abbiamo parlato nel corso di questo mesi di molte nazioni dove poter cercare interessanti opportunità di lavoro. Ma ci siamo concentrati quasi esclusivamente su paesi della vecchia Europa o dell’America.
Provare ad allontanarsi ancora un po’ di più, non solo dal punto di vista strettamente geografico ma anche più propriamente culturale, ci mette un po’ in crisi. Perché spostarsi in paesi asiatici, per esempio, sembra un salto in un mondo così diverso dal nostro da farci mancare l’aria.
Ma proviamo per qualche istante a pensare cosa vorrebbe dire cercare lavoro in Giappone.
Questo lontano paese è certamente il posto ideale per vivere e per lavorare ma sicuramente lingua e cultura così differenti dalla nostra non aiutano di certo, dovrete quindi superare un impatto iniziale molto forte per poi decidere che è lì che volete stare per un po’ di tempo.
Anche se per gli stranieri è più difficile trovare lavoro in Giappone, un buon curriculum e la dimestichezza con la lingua inglese potranno di certo aiutarvi.
Ma quali passi occorre fare per andare a lavorare in Giappone? Innanzitutto il visto, il permesso di soggiorno che consente di rimanere in Giappone oltre i limiti di 90 giorni del permesso turistico. Potete trovare tutte le informazioni per il rilascio del permesso sul sito del Ministero degli Affari Esteri Giapponese http://www.mofa.go.jp - The Ministry of Foreign Affairs of Japan (MOFA).
Ci sono numerose aziende italiane che operano nel Giappone, generalmente società di import/export. E’ possibile avere l’elenco di queste società, a cui inviare il proprio curriculum, direttamente sul sito della Camera di Commercio Italiana in Giappone (www.iccj.or.jp).
Altri siti che possono essere d’aiuto:
Gaijin Pot (www.gaijinpot.com) – ricco di informazioni utili per chi cerca lavoro in Giappone, anche con una sezione dedicate alle offerte di lavoro;
WWOOF Japan (www.wwoofjapan.com) – sito dedicato alle offerte di lavori per i quali è prevista la copertura di vitto e alloggio;
Jobs in Japan (http://www.daijob.com/en/) – con annunci aggregate per categorie;
My sensei (www.my-sensei.com) – per chi voglia proporsi come insegnante di italiano.