Summer School: è arrivata la stagione delle specializzazioni
Chi pensa che l’estate sia una stagione dedicata solo al riposo, sbaglia!
E’ l’occasione migliore, invece, per approfondire determinate tematiche che durante l’anno siamo costretti a mettere in secondo piano o per cominciare a studiare nuovi argomenti.
Non solo, quindi, attività ludiche o i tradizionali corsi di lingue, università ed istituzioni, in Italia ed all’estero, offrono un programma ricco di corsi e master estivi. Se ne possono trovare per tutti i gusti e di tutti i livelli.
Allora via con i nostri suggerimenti e con la ricerca del corso che vi interessa!
Cominciamo dalle occasioni tutte italiane. Vi segnaliamo, tra le molte altre iniziative, tre di particolare rilievo:
- Programmi intensivi per la Summer School della Univeristà Cattolica del Sacro Cuore, su 16 aree tematiche che vanno dal Marketing alla biodiversità animale (www.unicatt.it/summerschools);
- Da maggio a settembre i corsi della Summer School dell’Università di Bologna, che offre anche corsi in lingua inglese (www.unibo.it);
- Milano Summer School (www.milanosummerschool.com) offre corsi di design, fashion, tourism;
Link utili per le Summer School Europee:
- London School of Economics, per studenti e laureati in economia o scienze sociali. (www.Lse.ac.uk);
- International summer school dell'University College di Dublino organizza corsi di storia, politica, cultura e identità irlandese. (www.ucd.ie);
- Humboldt Universitaet di Berlino, organizza corsi estivi che comprendono lezioni di tedesco al mattino, lezioni, seminari e gite culturali al pomeriggio, sia in inglese che in tedesco. (www.Hu-berlin.de);
- Alla Riga Technical University, in Lettonia, corsi di economia, cambiamenti climatici. (www.Summerschool.rtu.lv)
Per chi volesse spingersi oltreoceano:
- Ad Harvard, programmi estivi in materie scientifiche, umanistiche e corsi avanzati di lingue. (www.Harvard.edu);
- Corsi estivi anche alla Yale University (www.Yale.edu);
- Alla Boston University un’offerta di circa 80 corsi di argomenti vari. (www.Bu.edu)
Ed infine, per chi volesse andare veramente oltre:
- In Canada, il dipartimento di Matematica della Memorial University of Newfoundland organizza una sessione estiva di cinque settimane, con partecipazione gratuita, compresi vitto e alloggio. (www.Mun.ca);
- In Australia, la University of Sidney organizza corsi di architettura, economia e scienze. (www.Usyd.edu.au).
Come diventare scrittore di libri per bambini
Quante volte vi siete ritrovati a inventare delle storie per tenere a bada dei bambini, i cuginetti, il fratellino di un’amica, il figlio di un amico?
Magari facendolo avete scoperto che non era così complicato, anzi, vi veniva facile e naturale. Allora perché non trasformare questa attitudine in una professione?
Proviamo a tracciare un percorso con suggerimenti utili che potranno aiutarvi, lo speriamo di cuore, a raggiungere questa ambita meta.
Cominciamo con il suggerirvi un libro:
Come scrivere e illustrare libri per bambini
di McCannon Desdemona; Thronton Sue; Williams Yadzia
E’ una sorta di guida che spiega come costruire storie che affascinano i bambini e quali elementi della narrazione sviluppare.
Se invece avete già una storia nel cassetto potete proporla a “libri per bambini”, www.libribambini.net, dove troverete una sezione dedicata alla pubblicazione online delle proposte di nuovi scrittori.
Suggerimenti, spunti, link e molto altro ancora sul sito www.mestierediscrivere.com dove c’è spazio anche per chi vuole scrivere per i bambini.
Ed infine non resta che cimentarsi, mettersi alla prova e proporsi alle case editrici specializzate nella letteratura per bambini.
Numerosi gli editori online. Tra gli altri segnaliamo:
www.editoriaragazzi.com – sito che apre le porte ad autori ed illustratori;
www.editorixragazzi.it – della Federighi Editore, con molte novità e funzione di ricerca per fascia d’età;
www.passepartoutedizioni.it – nuovo sito con una sezione interamente dedicata agli autori emergenti.
Allora cominciate a scrivere e buona fortuna.
Come diventare una Baby Sitter professionista
Sembra il mestiere più facile del mondo. Un mestiere da ragazze. Quello da fare a 16 anni, per racimolare qualche spicciolo e cominciare a sentirsi economicamente indipendenti. Oppure un mestiere da studentesse universitarie o per chi attende di trovare un lavoro vero.
Per questo motivo nessuno mai ha pensato che per farlo occorresse una preparazione specifica, una formazione ad hoc per fare di un’occupazione temporanea un mestiere vero e proprio.
Ma in un mercato del lavoro fortemente in crisi come quello attuale si rivedono tutti i meccanismi tradizionali, anche quello della baby sitter diventa un lavoro ambito e l’unica vera arma per distinguersi dagli altri, da quelli che si improvvisano, ed avere qualche chance in più è la formazione.
Formazione anche per fare la baby sitter?
Sì, sembra superfluo, nell’immaginario comune ogni essere femminile è in grado di badare ai cuccioli della propria specie, ma per fare questo lavoro da professionisti occorre avere una preparazione all’altezza della situazione. Allora ecco una serie di suggerimenti utili per diventare una baby sitter certificata, con tanto di bollino blu.
Uno dei primi siti che vi segnaliamo è www.mamimami.it. Questo sito raccoglie le richieste delle famiglie e le veicola verso baby sitter delle quali certifica la professionalità. Per ottenere questa certificazione e la possibilità di registrarsi sul sito di mamimami, occorre frequentare un corso di formazione della durata di 38 ore ed il costo di 100€.
Ed ancora, corsi organizzati dal nord al sud d’Italia:
- L’Associazione Logos Famiglia e Minori di Roma organizza un corso in aula della durata di 12 ore per l’aumento delle competenze relazionali tra adulto e bambino nonché nozioni di base di pedagogia, psicologia ed in ambito sanitario;
- Corso per Baby Sitter organizzato da Iride Formazione (MO);
- Progetto Mary Poppins – corso di formazione per baby sitter qualificate, organizzato dalle ACLI trentine, mary.poppins@aclitrentine.it
- Per essere baby sitter – corso organizzato dall’associazione culturale “Il Nido” di Bologna e promossi dal Comune di Bologna nell’ambito del “Progetto Tata”;
Tutti i corsi, oltre agli aspetti pedagogici, hanno una sezione dedicata alla creatività, al gioco ed alla narrazione, perché in fondo per parlare con i bambini occorre saper giocare.